Monti contro Berlusconi: "Illuse anche me, il Cav. è un pifferaio"

Lo qualifica "autorevolissimo pifferaio" e smonta la sua controricetta su tasse e Imu. Mario Monti, a Porta a Porta, va all'attacco di Silvio Berlusconi, senza mezzi toni: "Berlusconi non sarebbe in grado di tenere sotto controllo lo spread perché non è credibile né creduto sul piano internazionale". Di più, "ammiccando all'evasore fiscale ogni sua proposta di riordino sarebbe rimandata alle caldende greche". "Berlusconi dice: 'è vero, caro Monti, che tu, mio successore, hai portato per una serie di circostanze lo spread a 260 ma la crisi resta’. Però io dico che anche un ragazzino sa che tra il momento in cui si prende la medicina e quello in cui la malattia passa, ci vuole del tempo". Leggi Preso a calci dal Cav., speriamo che Monti non faccia il garante dei mozzorecchi di Giuliano Ferrara
17 AGO 20
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Lo qualifica "autorevolissimo pifferaio" e smonta la sua controricetta su tasse e Imu. Mario Monti, a Porta a Porta, va all'attacco di Silvio Berlusconi, senza mezzi toni: "Berlusconi non sarebbe in grado di tenere sotto controllo lo spread perché non è credibile né creduto sul piano internazionale". Di più, "ammiccando all'evasore fiscale ogni sua proposta di riordino sarebbe rimandata alle caldende greche". "Berlusconi dice: 'è vero, caro Monti, che tu, mio successore, hai portato per una serie di circostanze lo spread a 260 ma la crisi resta’. Però io dico che anche un ragazzino sa che tra il momento in cui si prende la medicina e quello in cui la malattia passa, ci vuole del tempo". Lo dice Mario Monti dallo studio di Porta a Porta registrando la puntata che andrà in onda stasera. Le promesse di Silvio Berlusconi "mi ricordano il Pifferaio di Hamlin che incanta i topini. E che gli italiani possano credere a certe parole pronunciate da quella bocca mi fa venire in mente i topini incantanti dal pifferaio magico".
Poco dopo a Sky Silvio Berlusconi ha replicato: "E' Monti che ci ha illusi, pensavamo che fosse un'altra persona". E sull'accusa di essere "un pifferazio", scherza: "Probabilmente vuole tassarmi anche il piffero".
"La credibilità dipende da chi dice le cose", sottolinea Mario Monti che 'sponsorizza' dal salotto tv di Bruno Vespa "il sito pagellapolitica.it, lo consiglio ai giornalisti e ai cittadini: e' un bagno di verita'. Inchioda - spiega - ognuno di noi alle nostre affermazioni misurando se quello che dice e' vero: io ho un 89 per cento, Bersani il 73, Berlusconi il 51, Grillo il 44". Da Monti arrivano quindi parole dure contro il leader Pdl "che ha fatto un discorso illusionistico fatto a italiani se di ridurre le tasse parla Berlusconi, perche' e' il principale responsabile dell'alto livello delle tasse oggi. Se ha governato 8 di 11 anni e' puerile che le scarichi su chi governa oggi". Ai partiti che oggi lo criticano Monti rimprovera che "mi hanno dato un bel piedistallo di impopolarita'". E del Cavaliere "illusionista" Monti parla per sottolineare che questa "illusione" ha funzionato più volte "tanto che - confida - illuse anche me ai tempi della cosiddetta rivoluzione liberale". La questione è che "non si puo' continuare a credere a queste illusioni".
"Il sottoscritto si trova in una situazione curiosa perché non ha mai fatto parte di un partito ma è l'italiano che ha governato di piu', 10 anni in Europa e un anno in Italia nella situazione più difficile". Rispetto a un anno fa "la situazione sarebbe stata ancora molto piu' grave se l'Italia fosse saltata come la Grecia", ma "l'Italia non puo' continuare cosi', il disagio delle famiglie, dei giovani, delle donne, del Sud e' troppo grande", percio' occorre "cambiare il rapporto tra la politica e i cittadini". Poi il premier uscente replica ai dubbi sollevati dal leader Pd sul reale stato dei conti pubblici: "Rassicuro Bersani: non c'e' polvere sotto il tappeto". E ancora: "Bersani è convinto di essere il prossimo presidente del Consiglio. Una convinzione legittima e non inverosimile, secondo i sondaggi". Monti rileva peraltro che "ognuno e' qui per presentare una proposta diversa agli italiani e quella di Lista civica e' diversa da quella degli altri".
"Noi non saremo mai la stampella di nessuno, come ha detto con disinvolta ineleganza Silvio Berlusconi, vogliamo essere il pungolo di tutti e non ci schieriamo a favore di questo o quell'altro, ma a favore di un certo mondo di idee. Vedremo cosa avranno da dire gli altri, vediamo cosa avrà da dire Bersani sull'apertura alla società". Per la riduzione di un punto percentuale dell'Irpef ci vorra' "molto poco tempo se non ci saranno ostacoli da parte dei partiti come e' avvenuto, ad esempio, sulla riduzione delle Province". "L'ultima cosa da fare" per il bene dell'Italia "sarebbe continuare con promesse non realizzate di una nuova dolce vita". Poi, ancora sulle tasse, Monti aggiunge: “La pressione fiscale in Italia deve diminuire, io contrariamente a quel che si dice non ho mai pensato ad una patrimoniale".
"Corrispondo alla raffinata esposizione del presidente Vendola dicendo che non alzo bandiere se non quella italiana e che si puo' ridurre la pressione fiscale se si lavora sulle strutture dello Stato piu' di quanto abbiano fatto fino a oggi Pd e Pdl". Così Monti, rispondendo in tempo reale al leader di Sel che, commentando l'intervento del professore nello studio di Bruno Vespa aveva parlato di "faccia di bronzo". "Tremonti aveva fatto bene sull'evasione fiscale, ma noi abbiamo preso misure piu' pesanti". "Per l'equita' ho messo, per esempio, dentro l'Imu una certa progressivita' e ho alleggerito il fisco per i giovani e per le donne. Abbiamo fatto le liberalizzazioni - ha aggiunto Monti - che a Tremonti non e' riuscito di fare".

"Non mi sento responsabile di populismo" per aver deciso di presentare una lista Monti. "Quando ero presidente del Consiglio prima di quest'ultima fase - ricorda il premier - quante volte mi e' stato detto non sei stato eletto. Ebbene, ho voluto sottoporre l'ipotesi delle riforme al vaglio elettorale, avrei preferito che si chiamasse agenda Monti, poi mi hanno detto giustamente, che per il cittadino italiano medio l'agenda e' quella del telefono o e' il calendario. Poi e' venuta fuori la lista, assicuro che mi da' imbarazzo, ma non per questo mi sento responsabile di populismo".

Monti ne ha poi anche per il Movimento 5 stelle: "Non mi sentirei sicuro con Grillo seduto in Consiglio Europeo".

Il redditometro "è un'altra misura doverosa presa da chi ci ha preceduto e che hanno punteggiato come bombe a orologeria il cammino di questo governo". Il presidente del Consiglio dimissionario rileva che "fosse per me non l'avrei messo" e che l'ipotesi di toglierlo e' peraltro "da valutare seriamente".