Monti a 5 stelle

Qui non si sta corteggiando Grillo”, ha provato a rassicurare ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Qui, invece, l’impressione era stata finora diversa: era parso, non solo a noi, che per la sinistra perfino i “vaffa” di Grillo fossero meglio del Cav., leader di uno schieramento che – bene o male, si giudichi – ha governato per metà degli ultimi 20 anni (senza costringere il paese a puntare verso il nuovo ordine mondiale chiamato “Gaia”, come vorrebbe il guru grillino Casaleggio).
17 AGO 20
Immagine di Monti a 5 stelle
"Qui non si sta corteggiando Grillo”, ha provato a rassicurare ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Qui, invece, l’impressione era stata finora diversa: era parso, non solo a noi, che per la sinistra perfino i “vaffa” di Grillo fossero meglio del Cav., leader di uno schieramento che – bene o male, si giudichi – ha governato per metà degli ultimi 20 anni (senza costringere il paese a puntare verso il nuovo ordine mondiale chiamato “Gaia”, come vorrebbe il guru grillino Casaleggio). Da ieri, comunque, Bersani dovrà fare i conti anche con la strategia di Monti, non del tutto coincidente con la sua. Il candidato premier di Scelta civica, pur ridimensionato da un risultato elettorale non smagliante (ma che il diretto interessato sostiene di apprezzare), ha confermato che il suo movimento non si impantanerà nell’ennesima manovra neocentrista. Più che la riedizione in veste tecnocratica della politica dei due forni dell’Udc casiniana, infatti, Monti ha fatto capire che l’opzione grancoalizionista avrebbe proprio in Scelta civica il suo necessario punto di caduta. Ieri l’ex commissario Ue non ha drammatizzato oltremodo: per lui l’Italia non è così difficilmente governabile come era invece a fine 2011, e nuove elezioni saranno preferibili soltanto se la nuova maggioranza dovesse abbandonare le riforme avviate e imboccare una strada antieuropea. Certo si potrebbe dire che Monti, assieme a Grillo, è l’unico a non avere troppo da perdere – agli occhi dell’opinione pubblica – da una parentesi d’unità nazionale. Tuttavia il veto sull’antieuropeismo da parte di un premier uscente così credibile ed efficace all’estero, per Bersani, complica di non poco i piani.