Bollettino della crisi
Marchionne: “Pronti a fare la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto”.
Marchionne: “Pronti a fare la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto”. “Non ho mai smesso di occuparmi della Fiat e non ho intenzione di farlo. Non ho alcuna intenzione di abbandonarvi”, ha detto ieri l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, ai dirigenti riuniti ieri al Lingotto a Torino. “E’ necessario iniziare da subito a pianificare azioni, a livello italiano ed europeo, per recuperare competitività nazionale”. Sostiene Draghi che “ci sono numerose ragioni” per essere ottimisti sull’Europa. “Ci aspettiamo che l’economia migliori l’anno prossimo”
17 AGO 20

Sostiene Draghi che “ci sono numerose ragioni” per essere ottimisti sull’Europa. “Ci aspettiamo che l’economia migliori l’anno prossimo”, ha detto il presidente della Banca centrale europea (Bce) intervenendo a Berlino alla giornata della Bdi, la Confindustria tedesca. “Ci sono molti progressi: il deficit viene ridotto, la competitività è aumentata”. Draghi ieri ha incontrato anche la cancelliera Angela Merkel, e i due si sono detti “d’accordo sul fatto che in Europa sia necessaria un’ulteriore forte disponibilità alle riforme per aumentare la competitività e recuperare fiducia e credibilita”. Ieri lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a salire fino a 360 punti, dopo un’asta di titoli a due anni conclusa positivamente.
Per i falchi del rigore tedesco, adesso anche il Fmi è troppo tenero. “Assumendo su di sé rischi eccessivi, il Fondo monetario internazionale si trasformerebbe gradualmente da un meccanismo che fornisce liquidità a un’istituzione di credito. Questa trasformazione non sarebbe in linea con le basi legali e istituzionali del Fmi”. E’ quanto si legge nel bollettino mensile della Bundesbank, la Banca centrale tedesca. Le critiche all’organizzazione internazionale sono espresse al condizionale, ma comunque inusitate secondo il Financial Times. La Germania, caso unico tra le grandi economie del pianeta, è rappresentata al Fmi dalla sua Banca centrale – notoriamente ortodossa su politica fiscale e monetaria – e non dal ministro delle Finanze.
Marchionne: “Pronti a fare la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto”. “Non ho mai smesso di occuparmi della Fiat e non ho intenzione di farlo. Non ho alcuna intenzione di abbandonarvi”, ha detto ieri l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, ai dirigenti riuniti ieri al Lingotto a Torino. “E’ necessario iniziare da subito a pianificare azioni, a livello italiano ed europeo, per recuperare competitività nazionale”.
E’ a Panama il paradiso di chi cerca lavoro nei prossimi tre mesi, in Italia l’inferno. E’ quanto emerge da una ricerca di ManpowerGroup, multinazionale della gestione delle risorse umane, che sarà presentata nei prossimi giorni in tutta Italia. Tra i datori di lavoro intervistati nel nostro paese, nel quarto trimestre 2012 “il 3 per cento prevede di incrementare il proprio organico, il 14 per cento prospetta una riduzione e l’81 per cento non ha in programma sostanziali variazioni”. La riforma Fornero del lavoro ha migliorato o peggiorato la situazione? “Una nuova definizione delle regole, da sola, non fa invertire la tendenza – dice al Foglio Stefano Scabbio, ad di ManpowerGroup Italia – soprattutto in una crisi generalizzata e con la poca visione in termini di crescita venuta dal governo”. A livello mondiale, le previsioni di assunzione “più solide” sono a Taiwan, India e Panama (dove pesano i lavori di rinnovo dell’omonimo canale e la ratifica di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti).
In Francia lo stato è interventista anche su Facebook. Il governo francese ieri ha intimato alla direzione di Facebook France di chiarire all’Authority pubblica preposta se i messaggi privati di alcuni utenti del social network siano stati davvero pubblicati sulla loro bacheca visibile a tutti. Non sono bastate, a Parigi, le smentite del gruppo americano. “Devono essere date spiegazioni chiare e trasparenti senza indugio”, hanno detto i ministri del Risanamento produttivo, Arnaud Montebourg, e dell’Economia digitale, Fleur Pellerin.
Per i falchi del rigore tedesco, adesso anche il Fmi è troppo tenero. “Assumendo su di sé rischi eccessivi, il Fondo monetario internazionale si trasformerebbe gradualmente da un meccanismo che fornisce liquidità a un’istituzione di credito. Questa trasformazione non sarebbe in linea con le basi legali e istituzionali del Fmi”. E’ quanto si legge nel bollettino mensile della Bundesbank, la Banca centrale tedesca. Le critiche all’organizzazione internazionale sono espresse al condizionale, ma comunque inusitate secondo il Financial Times. La Germania, caso unico tra le grandi economie del pianeta, è rappresentata al Fmi dalla sua Banca centrale – notoriamente ortodossa su politica fiscale e monetaria – e non dal ministro delle Finanze.
Marchionne: “Pronti a fare la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto”. “Non ho mai smesso di occuparmi della Fiat e non ho intenzione di farlo. Non ho alcuna intenzione di abbandonarvi”, ha detto ieri l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, ai dirigenti riuniti ieri al Lingotto a Torino. “E’ necessario iniziare da subito a pianificare azioni, a livello italiano ed europeo, per recuperare competitività nazionale”.
E’ a Panama il paradiso di chi cerca lavoro nei prossimi tre mesi, in Italia l’inferno. E’ quanto emerge da una ricerca di ManpowerGroup, multinazionale della gestione delle risorse umane, che sarà presentata nei prossimi giorni in tutta Italia. Tra i datori di lavoro intervistati nel nostro paese, nel quarto trimestre 2012 “il 3 per cento prevede di incrementare il proprio organico, il 14 per cento prospetta una riduzione e l’81 per cento non ha in programma sostanziali variazioni”. La riforma Fornero del lavoro ha migliorato o peggiorato la situazione? “Una nuova definizione delle regole, da sola, non fa invertire la tendenza – dice al Foglio Stefano Scabbio, ad di ManpowerGroup Italia – soprattutto in una crisi generalizzata e con la poca visione in termini di crescita venuta dal governo”. A livello mondiale, le previsioni di assunzione “più solide” sono a Taiwan, India e Panama (dove pesano i lavori di rinnovo dell’omonimo canale e la ratifica di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti).
In Francia lo stato è interventista anche su Facebook. Il governo francese ieri ha intimato alla direzione di Facebook France di chiarire all’Authority pubblica preposta se i messaggi privati di alcuni utenti del social network siano stati davvero pubblicati sulla loro bacheca visibile a tutti. Non sono bastate, a Parigi, le smentite del gruppo americano. “Devono essere date spiegazioni chiare e trasparenti senza indugio”, hanno detto i ministri del Risanamento produttivo, Arnaud Montebourg, e dell’Economia digitale, Fleur Pellerin.