La scienza è di sinistra, dice Nature
Qualche giorno fa, sulla prestigiosa rivista Nature, un lungo editoriale metteva per iscritto quello che molti pensano ma pochi hanno il coraggio di dire apertamente: la scienza è di sinistra. A scriverlo è Daniel Sarewitz dell’Università dell’Arizona e columnist dal 2009 di Nature, in un lungo appello in cui chiede ai colleghi americani di staccarsi dall’abbraccio dei liberal. Da qualche anno, denuncia Sarewitz, le grandi associazioni scientifiche hanno deciso di schierarsi politicamente a sinistra, sostenendo candidati, firmando appelli contro i repubblicani e fondendo sempre più l’ideologia con la ricerca.
17 AGO 20

Qualche giorno fa, sulla prestigiosa rivista Nature, un lungo editoriale metteva per iscritto quello che molti pensano ma pochi hanno il coraggio di dire apertamente: la scienza è di sinistra. A scriverlo è Daniel Sarewitz dell’Università dell’Arizona e columnist dal 2009 di Nature, in un lungo appello in cui chiede ai colleghi americani di staccarsi dall’abbraccio dei liberal. Da qualche anno, denuncia Sarewitz – il quale peraltro si definisce “un democratico a sinistra di molti democratici” – le grandi associazioni scientifiche hanno deciso di schierarsi politicamente a sinistra, sostenendo candidati, firmando appelli contro i repubblicani e fondendo sempre più l’ideologia con la ricerca. Sarewitz considera tutto ciò “pericoloso per la scienza e per la nazione”. E insiste: “La comunità scientifica statunitense deve decidere se vuole essere un gruppo di interesse democratico o se vuole riaffermare il suo valore come un bene nazionale indipendente”. Il re è nudo, grida l’editoriale di Nature, e il fatto che un tale appello sia comparso su quella rivista a firma di un democratico, e non su qualche oscuro blog “negazionista”, è un segnale di una possibile svolta culturale. Maestra di pensiero unico, la sinistra è riuscita negli anni a plasmare anche le idee della comunità scientifica: basta ascoltare certi passaggi dei discorsi di Obama, dice l’articolo, per riconoscere questo “abbraccio”. Un abbraccio che porta a snocciolare dati e previsioni in linea più con i programmi elettorali che con la realtà, e che determina una reazione contraria e altrettanto ideologica. La denuncia di Sarewitz è dura, segnala come certi studiosi comincino a trovare stretti gli abiti che la politica ha cucito loro addosso. Per questo è probabile che cadrà inascoltata.