Il Consiglio d’Europa boccia l’eutanasia

Il regista americano Alexander Payne, candidato all’Oscar con “Paradiso amaro”, si è detto stupito del fatto che in Italia, attorno al tema dell’eutanasia – che è anche uno dei temi del suo film – “ci siano tante discussioni. Da noi in America il problema non si pone. L’eutanasia è accettata in maniera assolutamente pacifica”. Sarebbe ancora più stupito, allora, nel sapere che non solo in Italia, ma anche in sede di Assemblea del Consiglio d’Europa, la cosa è oggetto di dibattito, con risultati poco americani, per fortuna.
17 AGO 20
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Il regista americano Alexander Payne, candidato all’Oscar con “Paradiso amaro”, si è detto stupito del fatto che in Italia, attorno al tema dell’eutanasia – che è anche uno dei temi del suo film – “ci siano tante discussioni. Da noi in America il problema non si pone. L’eutanasia è accettata in maniera assolutamente pacifica”. Sarebbe ancora più stupito, allora, nel sapere che non solo in Italia, ma anche in sede di Assemblea del Consiglio d’Europa, la cosa è oggetto di dibattito, con risultati poco americani, per fortuna. Mercoledì scorso, a Strasburgo, l’Assemblea ha votato a larga maggioranza (trentaquattro voti contro sedici, con sei astenuti) una risoluzione che doveva, nelle intenzioni iniziali, promuovere l’introduzione in tutte le legislazioni nazionali del testamento biologico e delle direttive anticipate di trattamento, in forma tale da aprire le porte a pratiche eutanasiche.

E’ successo invece – e non era affatto scontato – che quel voto ha assunto un valore piuttosto diverso. Nel testo finale della risoluzione (intitolata: “Proteggere i diritti umani e la dignità della persona, tenendo conto dei desideri precedentemente espressi dai pazienti”) si afferma infatti che “l’eutanasia, nel senso dell’uccisione intenzionale attraverso azioni o omissioni di un essere umano non autosufficiente, nel suo presunto interesse, deve essere sempre proibita”. Su iniziativa del presidente del gruppo dei Popolari europei, Luca Volonté, e di Timothy Boswell del Gruppo democratico europeo, è stato inoltre esplicitato il principio che “in caso di dubbio, la decisione deve sempre essere per la vita e a favore del prolungamento della vita”.
E’ la prima volta dopo molti anni che un’istituzione di politica europea prende così nettamente posizione contro l’eutanasia e il suicidio assistito. La risoluzione approvata mercoledì dal Consiglio d’Europa, non vincolante ma con valore di orientamento politico per le legislazioni dei singoli paesi, è destinata anche a influire su un caso tuttora pendente di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo: un tedesco rivendica il diritto, per la moglie malata, di ottenere dallo stato la sostanza letale per uccidersi.