I talebani giurano vendetta dopo la strage di civili del soldato americano

Con un messaggio pubblicato in un sito internet integralista, i talebani afghani hanno giurato di vendicare le vittime della strage avvenuta domenica notte nel distretto di Panjwai, non distante da Kandahar. “Vendicheremo ognuno dei martiri uccisi in modo selvaggio dagli invasori”, si legge sul sito, “la maggior parte delle vittime sono bambini innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani”. Leggi E’ il Corano o la strategia di ritiro di Obama che va in fumo in Afghanistan?
17 AGO 20
Immagine di I talebani giurano vendetta dopo la strage di civili del soldato americano
Con un messaggio pubblicato in un sito internet integralista, i talebani afghani hanno giurato di vendicare le vittime della strage avvenuta domenica notte nel distretto di Panjwai, non distante da Kandahar. “Vendicheremo ognuno dei martiri uccisi in modo selvaggio dagli invasori”, si legge sul sito, “la maggior parte delle vittime sono bambini innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani”. Il presidente Karzai ha definito “imperdonabile” il gesto compiuto dal sergente americano che, forse vittima di un crollo nervoso, dopo essere uscito dalla propria base ed entrato in due abitazioni nei villaggi di Alkozai e Balandi, ha ucciso 16 civili (tra cui molte donne e bambini) appiccando poi il fuoco ai corpi.

Rientrato nella base, il militare si è consegnato ai superiori che lo hanno immediatamente arrestato. A quanto si apprende, il soldato appartiene alla base Lewis-McChord di Tracoma, nello stato di Washington. Era stato assegnato a una unità per operazioni speciali congiunta di Berretti verdi e Navy Seal. Barack Obama ha definito “tragico e scioccante” l’incidente, assicurando che i fatti saranno accertati nel più breve tempo possibile e che i responsabili saranno prontamente giudicati. Nel frattempo, sono scoppiate violente proteste nel distretto di Panjwai, con la popolazione che chiede a Karzai di punire il soldato americano o di consegnarlo all’autorità dei villaggi in cui si è verificata la strage. Il timore del comando Isaf è che ora si intensifichino le violente dimostrazioni anti-americane esplose in seguito al rogo di alcune copie del Corano avvenuto nella base di Bagram solo poche settimane fa.