Fuoco a Damasco, colpita la sede dello Stato maggiore

Nuova giornata di scontri a Damasco, in Siria, dove una duplice esplosione ha colpito stamane la sede centrale dello Stato maggiore dell'esercito. Fonti dell'Esercito libero siriano hanno rivendicato l'attacco, aggiungendo che le vittime sono state diverse decine. Il governo ha smentito, spiegando che non risulta alcun morto tra il personale che in quel momento si trovava all'interno dell'edificio.
17 AGO 20
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Nuova giornata di scontri a Damasco, in Siria, dove una duplice esplosione ha colpito stamane la sede centrale dello Stato maggiore dell'esercito. Fonti dell'Esercito libero siriano hanno rivendicato l'attacco, aggiungendo che le vittime sono state diverse decine. Il governo ha smentito, spiegando che non risulta alcun morto tra il personale che in quel momento si trovava all'interno dell'edificio. Secondo la ricostruzione della tv di stato siriana, nelle prime ora della mattinata diversi "terroristi" hanno aperto i fuoco nel perimetro dello stabile e nelle vie adiacenti, costringendo le forze di sicurezza a intervenire.
Sempre a Damasco, il corrispondente della tv pubblica iraniana in lingua inglese Press Tv, Maya Naser, è stato ucciso da un cecchino mentre si stava avvicinando alla sede dello Stato maggiore. Secondo quando riferito da Press Tv, a colpire Naser sarebbe stato un gruppo di ribelli. Un secondo giornalista della tv iraniana al Alam sarebbe rimasto ferito.
Della questione dei ribelli siriani il Foglio si era già interessato con un articolo in cui, sulla scia di un editoriale di Nicholas Kristof, inviato del New York Times, si metteva in risalto la questione del punto di vista dei democratici americani sul problema della "latitanza" deli Stati Uniti in Siria. Quanto alle modalità di azione e ai poteri dei ribelli nella terra di Assad, nell'articolo "Ci vuole al Qaida" di Daniele Raineri il Foglio aveva posto l'accento sul rapporto tra terrorismo estremista e ribellione.