Bollettino della crisi

Per il ministro Grilli è “urgente rilanciare l’economia”. L’agenda di Monti per farlo. “La perdurante situazione di crisi richiede un forte impegno da parte del governo per dare risposte concrete all’urgenza di rilancio dell’economia nel medio-lungo periodo ma anche nel breve”, ha detto ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. La frase pare un sostanziale via libera al decreto sviluppo che arriverà oggi.
17 AGO 20
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Per il ministro Grilli è “urgente rilanciare l’economia”. L’agenda di Monti per farlo. “La perdurante situazione di crisi richiede un forte impegno da parte del governo per dare risposte concrete all’urgenza di rilancio dell’economia nel medio-lungo periodo ma anche nel breve”, ha detto ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. La frase pare un sostanziale via libera al decreto sviluppo che arriverà oggi. Poi, mercoledì prossimo, è attesa in Consiglio dei ministri la legge di stabilità con la quale dovranno essere reperiti almeno 10 miliardi di euro (di cui 6,5 per scongiurare l’aumento dell’Iva per tutto il 2013). Quanto alle tasse, Grilli ha detto: “La riduzione del carico fiscale resta uno degli obiettivi primari ma prima dobbiamo arrivare alla contabilizzazione dei risparmi e dei proventi della lotta all’evasione”.

Fioriscono i nuovi piani per l’Europa ma slitta un accordo sul Fondo salva stati. I 17 stati membri dell’euro dovranno siglare dei “contratti vincolanti” specificando i rispettivi impegni in merito alle riforme di consolidamento fiscale. E’ questo quanto prevede la bozza di riforma dell’Unione che il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, presenterà al prossimo summit europeo del 18-19 ottobre. Per quella data, cioè in lieve ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista, toccherà poi ai ministri dell’Economia “concordare i precisi criteri operativi che orienteranno” il lavoro del Meccanismo salva stati (Esm).
Il Fmi debole in Europa, mentre Giappone e Cina lo usano come campo di battaglia. Il Fondo monetario internazionale si prepara, su invito della Banca centrale europea, a monitorare le economie di Spagna e Italia nel momento in cui esse chiederanno l’intervento dell’Esm e della Bce. Un ruolo al quale non potrà adempiere secondo il proprio mandato perché non avrebbe autonomamente la forza economica di sostenere i prestiti per due delle maggiori economie dell’area. E’ quanto sostengono alcuni analisti sentiti da Reuters. Nel frattempo, ieri, la Cina ha confermato che le sue banche nazionali non parteciperanno all’incontro annuale del Fmi e della Banca mondiale a Tokyo, il 14 ottobre, per via delle tensioni riaccesesi con il Giappone circa la disputa territoriale delle isole Senkaku.

La Grecia rischia di non ricevere aiuti, il Portogallo annuncia un’“ondata” di tasse. Secondo notizie diffuse ieri, un accordo tra Atene e gli ispettori di Banca centrale europea, Fmi e Ue potrebbe non arrivare in tempo per il Consiglio europeo del 18 ottobre, data prevista per la concessione di un’attesa tranche di aiuti internazionali. Intanto ieri il Portogallo ha annunciato un nuovo aumento delle tasse nel tentativo di adempiere agli impegni in cambio del programma di salvataggio.

Monte dei Paschi rimandata all’esame europeo del patrimonio. L’Eba, autorità bancaria europea, ha promosso Intesa SanPaolo, Unicredit, Ubi Banca e Banco Popolare per aver raggiunto al 30 giugno 2012 i livelli di patrimonio di primo livello (Core Tier 1) richiesti per assorbire il rischio sovrano. L’Eba aveva fissato l’asticella del Core Tier 1 al 9 per cento dell’attivo ponderato del rischio, richiedendo un “cuscinetto” di capitale addizionale. Non ha passato l’esame Mps, con un Core Tier 1 del 7,20 per cento.
LAVORARE DI PIU’, LAVORARE TUTTI. Negli anni 90, si legge in un recente rapporto del Fondo monetario internazionale, il costo del lavoro in Germania aumentò “fino a livelli insostenibili”. Dal 2000 al 2010, invece, il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto in Germania molto meno rispetto a Italia e Spagna. L’aumento di competitività che ne è conseguito è una delle ragioni della ripresa economica del paese.