Tutte le manovre attorno alla manovra

"Resto per combattere il rigore imposto dalla Ue. So che ci sono dei vincoli ma Letta mi ha garantito di poter proporre dei correttivi". E' quello che ha detto in una intervista alla Repubblica il vice ministro dell'Economia Stefano Fassina. Che ha aggiunto, intervistato questa mattina a Radio 24, che "uno sciopero generale contro la Legge di Stabilità sarebbe un errore" dei sindacati. Per il vice ministro lo sciopero "potrebbe rappresentare un momento di difficoltà per il governo" anche se non fino a provocarne una crisi. Lo Prete Manovra stanca, Sanità infetta - Brambilla Tagliare la Sanità è possibile, chi lo ha fatto è andato in pareggio - Cifre e ipotesi per guarire l’ipertrofia della Sanità
16 AGO 20
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"Resto per combattere il rigore imposto dalla Ue. So che ci sono dei vincoli ma Letta mi ha garantito di poter proporre dei correttivi". E' quello che ha detto in una intervista alla Repubblica il vice ministro dell'Economia Stefano Fassina. Che ha aggiunto, intervistato questa mattina a Radio 24, che "Uno sciopero generale contro la Legge di Stabilità sarebbe un errore" dei sindacati. Per il vice ministro lo sciopero "potrebbe rappresentare un momento di difficoltà per il governo" anche se non fino a provocarne una crisi.
E proprio dai sindacati è arrivato l'annuncio che lo sciopero nazionale ci sarà. Nel corso di una conferenza stampa, infatti, i tre leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno proclamato uno stop di 4 ore con manifestazioni gestite a livello territoriale, che si svolgerà il mese prossimo.
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo questa mattina all'assemblea degli industriali della meccanica, ha commentato così i provvedimenti economici dell'esecutivo, paventando soluzioni poco adeguate ai problemi del paese e mandando un chiaro segnale al governo Letta: "Ho espresso il forte timore che nella fase di passaggio di conversione della Legge di Stabilità non saltino fuori le porcherie, le porcate del passato. Mi auguro che questo non succeda". "Stiamo dando con forza il nostro messaggio al governo", ha concluso Squinzi.
Nel frattempo è di ieri la dichiarazione rilasciata dal "lealista" del Pdl Raffaele Fitto il quale, ospite di "Che tempo che fa", ha rivelato: "Non conosciamo ancora il testo. Se alcune tasse, come quella sulla casa, tornano sotto mentite spoglie, non possiamo essere d'accordo. Sulla spesa pubblica bisogna avere il coraggio di operare".
Sul fronte sindacale, già ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, era intervenuto chiedendo che nella legge di stabilità ci fossero più tagli alle spese produttive e più soldi a disposizione del cuneo fiscale: "Non era un problema personale – ha spiegato Bonanni – il problema era la piena cittadinanza di una posizione politica, quella di chi crede con forza nell'insostenibilità della linea economica dell'eurozona, di chi denuncia le contraddizioni di un'austeritaàcieca, di combattere la svalutazione del lavoro". Il leader sindacale ha poi aggiunto: "Questa è la nostra posizione e possiamo trovare un accordo. Squinzi ha detto una cosa molto giusta, bisogna tagliare la spesa pubblica improduttiva e le ruberie. Finora Letta ha sbagliato su questo punto. Ha lasciato vincere nel primo round il partito della spesa, che gestisce i soldi pubblici a piacimento. Quello è il bubbone italiano, su quello bisogna riaprire il dossier e tagliare le tasse".
Sulla manovra economica del governo è intervenuto ieri anche l'ex premier tecnico Mario Monti – da poco dimessosi da "Scelta civica", partito creato in occasione delle scorse elezioni – che ospite su Raitre di "In mezz'ora", ha dichiarato: "Questo sta diventando il governo del dis-fare alcune riforme fatte nel passato". Secondo Monti il premier Enrico Letta ha scelto di "inginocchiarsi di fronte al Pdl" per tagliare l'Imu, e il governo, ha aggiunto l'ex premier, ha scelto di "non fare una manovra adeguata sul cuneo fiscale e di lasciar aumentare l'Iva perché non c'erano i soldi".
Nel pomeriggio, intervenendo a Roma a un meeting di Agenda digitale, il premier Enrico Letta ha ribadito come "gli ultimi sei mesi non siano stati mesi banalissimi o semplicissimi per l'esecutivo", ma - ha inoltre aggiunto - "una cosa ho imparato in questa breve esperienza amministrativa: se non vengono sciolti subito tutti i nodi le cose non si fanno. Bisogna stabilire le gerarchie, dire subito chi comanda. Meno concerti ci sono meno le cose funzionano".