Se il Cav. bipolare esista ancora
Non minimizzare, lanciare le primarie del Pdl, rilegittimarsi. E rilanciare così il bipolarismo, indubbio portato della stagione berlusconiana. Un bipolarismo ora minacciato dalle manovre di piccolo cabotaggio (bipartisan) attorno alla legge elettorale. E’ una strada percorribile?
16 AGO 20

Non minimizzare, lanciare le primarie del Pdl, rilegittimarsi. E rilanciare così il bipolarismo, indubbio portato della stagione berlusconiana. Un bipolarismo ora minacciato dalle manovre di piccolo cabotaggio (bipartisan) attorno alla legge elettorale. E’ una strada percorribile?
“Il bipolarismo ha bisogno di personalità forti che ci credano”, dice Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore. “Berlusconi, a suo modo, ci ha creduto, ma ora il suo appeal è appannato. Pensare che tutto possa rinascere magicamente perché Berlusconi decide di ritrovare lo spirito del ’94 e fare le primarie mi pare un po’ ottimistico. Sarebbe più ragionevole puntare alla nascita di una classe dirigente nel Pdl. Una classe dirigente investita della missione di costruire la cornice istituzionale del bipolarismo. Le primarie vanno bene come tassello di un discorso più generale, magari con un Berlusconi che gestisce la successione”. Per il teorico del Partito democratico Michele Salvati le primarie nel Pdl “sarebbero interessanti soltanto a patto che non sia candidato Berlusconi. Si presentano, mettiamo, un Alfano, un Tremonti, un Verdini. Ma una primaria tra Berlusconi e Alfano farebbe ridere”. “Se partecipa lui, di che stiamo parlando?”, dice Alessandro Campi, direttore scientifico di FareFuturo e docente di Storia del pensiero politico. “E poi, con questo Pdl, le primarie si tradurrebbero a livello locale nella feudalizzazione più estrema. Per sbloccare la situazione c’è una sola via: definire un meccanismo di legittimazione autentica che permetta al Pdl di far da contraltare al governo”.
“Più che fare le primarie”, dice il politologo Luca Ricolfi, editorialista della Stampa, Berlusconi dovrebbe dire alla sinistra: ‘Rimpiangete i collegi uninominali? Va bene, vi sfido, rimettiamo il mattarellum’. Così il bipolarismo forse sarebbe salvo. Ora invece la Lega farà carte false per cambiare la legge elettorale e andare a elezioni da sola. Bisogna vedere se le primarie sono condizione sufficiente a farla desistere”.
“Il bipolarismo ha bisogno di personalità forti che ci credano”, dice Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore. “Berlusconi, a suo modo, ci ha creduto, ma ora il suo appeal è appannato. Pensare che tutto possa rinascere magicamente perché Berlusconi decide di ritrovare lo spirito del ’94 e fare le primarie mi pare un po’ ottimistico. Sarebbe più ragionevole puntare alla nascita di una classe dirigente nel Pdl. Una classe dirigente investita della missione di costruire la cornice istituzionale del bipolarismo. Le primarie vanno bene come tassello di un discorso più generale, magari con un Berlusconi che gestisce la successione”. Per il teorico del Partito democratico Michele Salvati le primarie nel Pdl “sarebbero interessanti soltanto a patto che non sia candidato Berlusconi. Si presentano, mettiamo, un Alfano, un Tremonti, un Verdini. Ma una primaria tra Berlusconi e Alfano farebbe ridere”. “Se partecipa lui, di che stiamo parlando?”, dice Alessandro Campi, direttore scientifico di FareFuturo e docente di Storia del pensiero politico. “E poi, con questo Pdl, le primarie si tradurrebbero a livello locale nella feudalizzazione più estrema. Per sbloccare la situazione c’è una sola via: definire un meccanismo di legittimazione autentica che permetta al Pdl di far da contraltare al governo”.
“Più che fare le primarie”, dice il politologo Luca Ricolfi, editorialista della Stampa, Berlusconi dovrebbe dire alla sinistra: ‘Rimpiangete i collegi uninominali? Va bene, vi sfido, rimettiamo il mattarellum’. Così il bipolarismo forse sarebbe salvo. Ora invece la Lega farà carte false per cambiare la legge elettorale e andare a elezioni da sola. Bisogna vedere se le primarie sono condizione sufficiente a farla desistere”.