Astenersi Guido Rossi
Per il nuovo scandalo pallonaro servono processi, non grandi inquisitori
Date tutto al calcio, adesso, ma non un altro Guido Rossi. L’errore più grande che possa fare il mondo del pallone italiano è reagire come fece nel 2006, quando scoppiò Calciopoli. Commissariò la Federazione, cercò di chiudere in fretta l’inchiesta sportiva più per vergogna che per onestà: il calcio ora non ha bisogno di manager a tempo che facciano piazza pulita sommariamente e per molti versi superficialmente. Non servono grandi inquisitori alla Borrelli.
16 AGO 20

Serve un’onestà intellettuale che manca ogni volta che si parla di calcio. Facciano i processi veri, non quelle farse dell’era Guido Rossi. Facciano le indagini ogni volta che arriva una segnalazione. Perché questo è il grande paradosso dell’eredità di Calciopoli: la giustizia sportiva riceve decine di allarmi su strane partite e strane scommesse sovrabbondanti, ma non arriva mai a concludere le indagini. Aspetta che arrivi una procura ordinaria, che parta da un indecente d’auto provocato da un calmante e poi s’accoda, intercettando però più l’umore della gente, la delusione dei tifosi che la reale portata dello scandalo. Al calcio non servono boia che fanno rotolare teste, ma persone in grado di gestire un mondo che deve fare affari e però tenere presente le ripercussioni sociali e sociologiche. Ha bisogno di giustizia, non di giustizieri. Neanche di finte facce nuove che fanno i moralizzatori del nulla lasciando poi tutto com’è.