Per chi suonano le primarie

Non c’è nessuno, tra i principali dirigenti del Pdl, che avversi apertamente le primarie. Al contrario da ieri il meccanismo di legittimazione democratica della classe dirigente ha ricevuto un mezzo imprimatur da Silvio Berlusconi. “Non sono affatto contrario alle primarie. Si potrebbe creare una sorta di registro di chi vuole partecipare”. Il premier ha volutamente inserito la proposta in un orizzonte indefinito e in uno spazio temporale vago. Il Cavaliere vede nelle primarie la possibilità estrema del suo esercizio di arbitrio.
16 AGO 20
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Non c’è nessuno, tra i principali dirigenti del Pdl, che avversi apertamente le primarie. Al contrario da ieri il meccanismo di legittimazione democratica della classe dirigente ha ricevuto un mezzo imprimatur da Silvio Berlusconi. “Non sono affatto contrario alle primarie. Si potrebbe creare una sorta di registro di chi vuole partecipare”. Il premier ha volutamente inserito la proposta in un orizzonte indefinito e in uno spazio temporale vago. Il Cavaliere vede nelle primarie la possibilità estrema del suo esercizio di arbitrio. E dunque non le esclude, anzi un po’ le promuove; ma riservandosi ancora la possibilità di usarle quando – e se – ritenesse davvero periclitante la sua leadership. Come ha rivelato lui stesso (“nel Pdl si lamentano ma poi vengono tutti da me con devozione”) e come confermano dal suo entourage, Berlusconi è in uno stato psicologico di negazione e probabilmente ritiene prematuro l’esercizio di uno strumento che pure lo riungerebbe nel consenso rilanciandone la leadership sul partito.

Le primarie del Pdl pare non saranno a breve,
forse non a ottobre come era stato proposto dal Foglio. Ma chissà. Un considerevole segmento del Pdl è intenzionato a premere perché diventino un’opzione reale e non soltanto una suggestione soggetta alle inclinazioni contingenti del premier. Roberto Formigoni, Gianni Alemanno, Renata Polverini, Altero Matteoli, Andrea Augello, Claudio Scajola e (pare) adesso anche il governatore campano Stefano Caldoro, sono diventati un gruppo di pressione organico che – tra le altre cose – le primarie le vuole davvero. Al Cav., che le vincerebbe, servono a recuperare le briglie sciolte della maggioranza e del partito (l’operazione Angelino Alfano è solo una parte). Al Pdl servono a individuare un candidato che sia numero due, potenziale successore anche se in una logica di potere condiviso tra più figure di rilievo. “Faremo il congresso”, ha detto il Cav. Superati referendum (12-13 giugno), Pontida (19 giugno), la fiducia (fine mese), glielo chiederanno con forza. Le primarie cominciano da lì.