Pannella è nell’agenda Monti
Ieri il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha incontrato Marco Pannella nella clinica romana dove il leader Radicale è ricoverato a causa di uno sciopero della sete iniziato lo scorso 10 dicembre. Palazzo Chigi ha fatto sapere che “il presidente ha avuto con lui un colloquio sui temi della legalità, della giustizia e della situazione carceraria” e che “Monti ha tratto spunti che si ripromette di approfondire”.
16 AGO 20

Ieri il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha incontrato Marco Pannella nella clinica romana dove il leader Radicale è ricoverato a causa di uno sciopero della sete iniziato lo scorso 10 dicembre. Palazzo Chigi ha fatto sapere che “il presidente ha avuto con lui un colloquio sui temi della legalità, della giustizia e della situazione carceraria” e che “Monti ha tratto spunti che si ripromette di approfondire”. E’ importante che un presidente del Consiglio, pur in una fase politicamente convulsa per l’Italia ed economicamente difficile per l’Europa, abbia voluto mostrare l’attenzione dei massimi livelli istituzionali all’iniziativa di Pannella. Ancora più significativo che Monti dica di aver “tratto spunti che si ripromette di approfondire”.
Ma rimane davvero qualcosa da approfondire sulla situazione delle carceri italiane? Non è forse sufficiente ricordare che nelle nostre prigioni sono recluse 67 mila persone invece delle 47 mila per cui sono costruite? Domande legittime, ma ormai superate. Monti “si ripromette di approfondire” perché Pannella denuncia un problema più grave di quello umanitario che riguarda i carcerati (ma anche la polizia penitenziaria e tutti gli operatori del settore). Il leader Radicale solleva il tema di una giustizia che – dalla lunghezza dei processi all’incertezza della pena, passando per la prescrizione strisciante e di massa, finendo con la detenzione di migliaia di persone in attesa di giudizio e l’irresponsabilità dei giudici – è quasi completamente deragliata dai binari della Costituzione e dal buon senso. Monti sente il bisogno di approfondire perché Pannella ricorda poi un aspetto ancora meno noto: l’Italia è il paese più condannato dalla giurisdizione europea per i processi e la detenzione che “offre”.
Ma se perfino il preparatissimo Monti è costretto ad “approfondire” dopo aver incontrato Pannella – che queste cose le va dicendo da tempo – c’è da chiedersi come faranno i cittadini italiani a farsi un’idea. Da anni infatti la stampa d’establishment s’appassiona di giustizia soltanto se questa bracca il Cav. e pochi altri, o se rimanda alle sparate di Antonio Ingroia e pochi altri. Come se invece non fosse un problema di milioni d’italiani. La Rai non fa molto meglio e perciò oltre 1.500 cittadini, su iniziativa di Radicali italiani, l’hanno denunciata per il mancato rispetto delle delibere dell’Agcom. Il risultato di questo prolungato oscuramento? Non è detto che di tempo “per approfondire” ce ne sia ancora. Pannella si è portato avanti con il lavoro, toccherà seguirlo.