Mafia, la proposta per ridurre le pene per il concorso esterno sarà ritirata
Una modifica del codice penale che rende più miti le pene relative al concorso esterno in associazione mafiosa. Il disegno di legge targato Pdl, presentato oggi dal senatore Luigi Compagna e assegnato in commissione Giustizia al Senato, prevedeva una riduzione delle pene e in particolare dimezzava gli anni di carcere dagli attuali 12 anni a un massimo di 5 nei casi di favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso. Nel ddl anche l'abolizione del carcere per chi fornisce ospitalità o vitto ai mafiosi. Il provvedimento sarebbe dovuto essere esaminato la prossima settimana, come riferito dal relatore Giacomo Caliendo. Il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani ha però sottolineato: "Questa proposta di legge non fa parte del programma del Popolo della Libertà e come ha sottolineato lo stesso Compagna, che è del gruppo Gal e non del Pdl, è stata presentata a titolo personale". "In ogni caso – ha aggiunto Schifani – per evitare strumentalizzazioni di ogni sorta e perniciose polemiche, ho invitato personalmente il senatore Compagna a a un tempestivo ritiro del testo, ricevendone rassicurazioni in tal senso".
16 AGO 20

Una modifica del codice penale che rende più miti le pene relative al concorso esterno in associazione mafiosa. Il disegno di legge targato Pdl, presentato oggi dal senatore Luigi Compagna e assegnato in commissione Giustizia al Senato, prevedeva una riduzione delle pene e in particolare dimezzava gli anni di carcere dagli attuali 12 anni a un massimo di 5 nei casi di favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso. Nel ddl anche l'abolizione del carcere per chi fornisce ospitalità o vitto ai mafiosi. Il provvedimento sarebbe dovuto essere esaminato la prossima settimana, come riferito dal relatore Giacomo Caliendo. Il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani ha però sottolineato: "Questa proposta di legge non fa parte del programma del Popolo della Libertà e come ha sottolineato lo stesso Compagna, che è del gruppo Gal e non del Pdl, è stata presentata a titolo personale". "In ogni caso – ha aggiunto Schifani – per evitare strumentalizzazioni di ogni sorta e perniciose polemiche, ho invitato personalmente il senatore Compagna a a un tempestivo ritiro del testo, ricevendone rassicurazioni in tal senso".
Non sono tardate ad arrivare le reazioni in casa Pd che, per voce del capogruppo Pd in commissione Giustizia al Senato, Felice Casson, ha espresso il suo disappunto sulla proposta del Pdl: "Noi non siamo d'accordo su questa impostazione. E' una materia molto delicata e questo è uno dei punti su cui non c'è accordo. Abbiamo una nostra proposta". Quanto al fatto che la norma sia già stata battezzata "salva-Dell'Utri", l'ex magistrato ha risposto netto: "I tempi saranno talmente lunghi che non salveranno assolutamente Dell'Utri".
IL DECRETO - Nel ddl depositato in commissione Giustizia al Senato, era prevista l'introduzione di due nuovi articoli dopo il 379-bis. Il primo (379-ter) riguardante il "favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso" stabiliva che: "Chiunque, fuori dei casi di partecipazione alle associazioni di cui all'articolo 416-bis, agevola deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l'espansione di un'associazione di tipo mafioso, anche straniera, è punito con la reclusione da uno a cinque anni". In sostanza, non si sarebbero più potute fare intercettazioni (previste solo nel caso di condanne superiori ai 5 anni).
Il secondo (379-quater) riguardava l'assistenza agli associati e prevedeva che "chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano ad un'associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. La pena è aumentata se l'assistenza è prestata continuativamente".
Il ddl, infine, avrebbe abrogato l'articolo 418 del codice penale riguardante il favoreggiamento dei mafiosi e quindi di fatto sarebbe stato inglobato dal 379-quater.
Il secondo (379-quater) riguardava l'assistenza agli associati e prevedeva che "chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano ad un'associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. La pena è aumentata se l'assistenza è prestata continuativamente".
Il ddl, infine, avrebbe abrogato l'articolo 418 del codice penale riguardante il favoreggiamento dei mafiosi e quindi di fatto sarebbe stato inglobato dal 379-quater.