Il voto in Sicilia
16 AGO 20

In Sicilia non c'è stata alcuna rivoluzione perché i reucci di sempre hanno fatto eleggere i loro rappresentanti e il voto disgiunto, voluto da tutti, ha permesso incroci che non hanno spezzato i vecchi equilibri. La matematica non è un opinione, credo che un confronto comporato tra voti dei consiglieri e quelle dei presidenti possa confermare le mie parole. Le faide interne ai partiti hanno permesso il perpetrarsi delle solite clientele che sono rimaste lì a custodire le ormai poche e lottizzate risorse dell'isola. Hanno perso i siciliani liberi, non ricattabili ma impotenti (più del 50% della popolazione) che hanno scelto il non voto (ahimé!) o liste che hanno raggiunto solo l'1%. L'ondata Grillo ha mascherato la spinta di poteri nascosti che qui e là hanno dato un aiutino, perché tutto rimanesse come prima. Nessun laboratorio e nessuna rivoluzione. Non ha vinto un programma e tanto meno un'alleanza, ha vinto chi ha giocato con più mazzi di carte per continuare a navigare, a vista, in un mare di guai e di insolvenze. Crocetta ha dichiarato che non stringerà alleanze e che non accetterà inciuci, se farà veramente così si possono già preparare le liste per le prossime elezioni.