Creare lavoro.
16 AGO 20

Creare lavoro si può. Occorre riprodurre quel momento in cui nel primodopoguerra l'Italia cominciò a rialzarsi utilizzando ed in qualche casoinventandosi industrie e sistemi produttivi. Allora si sapeva che cosaoccorreva fare e grazie ad aiuti, anche stranieri, l'Italia ripartì.Oggi ci sono necessità che possono essere immediatamente attivate perchèfinaziabili da soggetti forti.In primis esistono richieste per realizzare ben 10 gassificatori per unacapacità di circa 80 miliardi di m3 all'anno con soggetti quali BritishGas, E.ON, Iride, ASA, ENEL, SORGENIA, ERG, SHELL, GAS NATURAL ed altrisoggetti che possono e vogliono costruire e finanziare in proprio impiantipurtroppo in ordine sparso. Basterebbe realizzarne solamente tre di cui ilprimo in Sardegna da almeno 30 miliardi di m3 all'anno e collegandolo con il sistema italiano, in via di scorporo dall'ENI e successivamente prolungare i metanodotti fino in Algeria. Si comincerebbe così ad attivare l'hub europeodel gas e rifornire di metano anche la Sardegna oggi completamentesprovvista. Si metterebbe in sviluppo anche la cantieristica navale con lacostruzione di navi metaniere. Gli altri gassificatori verrebbero realizzatiin aree strategiche del nostro paese a cascata in zone da definire subito edautorizzare in fretta.Altre attività da canterare subito sono i sistemi acquedottistici, oggi insofferenza per penuria di approvvigionamenti idrici e gli impianti didepurazione delle acque reflue approfittando della creazione della nuovaAutorità dell'acqua.Si devono anche prevedere impianti e sistemi di raccolta e trattamento deirifiuti urbani oggi insufficienti, vedremo a breve cosa succederà a Romacon la discarica di Malagrotta.Rimangono poi da realizzare numerose infrastrutture ferroviarie e stradalia cominciare dalla Rosignano Marittimo-Civitavecchia per non parlaredell'eterna Salerno-Reggio Calabria.Insomma le necessità e le opportunità ci sono: occorre darsi da fare.