Berlusconi, caso Geithner fu "aggressione alla nostra indipendenza"

"E' stata una tempesta perfetta a far cadere il mio governo nel 2011". Così Silvio Berlusconi è tornato sul caso Geithner ai microfoni di Rai News 24. "Ho sempre difeso gli interessi dell'Italia e degli italiani. E, in quest'ultimo tempo, sono stato l'unico a difendere gli interessi del nostro Paese. Questo non faceva comodo ad alcuni che volevano sottoporrci a una colonizzazione". Guarda anche la puntata di Radio Elefante Forse Napolitano non complottò contro Berlusconi, ma qualche spiegazione in più dovrebbe darla Leggi anche In Europa avevo ragione, fu colpo di stato. Il Cav. spiega Geithner (e altro) Merlo Solo Napolitano dice due parole due sul complotto contro il Cav.
16 AGO 20
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"E' stata una tempesta perfetta a far cadere il mio governo nel 2011". Così Silvio Berlusconi è tornato sul caso Geithner ai microfoni di Rai News 24. "Ho sempre difeso gli interessi dell'Italia e degli italiani. E, in quest'ultimo tempo, sono stato l'unico a difendere gli interessi del nostro Paese. Questo non faceva comodo ad alcuni che volevano sottoporrci a una colonizzazione". L'ex presidente del Consiglio si dice molto turbato rispetto a quanto sta uscendo attorno agli eventi che lo hanno portato alle dimissioni di quasi tre anni fa: "Sono venute fuori queste situazioni - dice - che non erano conosciute. Situazioni che aggrediscono la nostra indipendenza nazionale e la nostra democrazia. Il minimo che si possa fare è accertare cosa successe".
Le parole del Cav. giungono dopo una giornata di attriti tra Forza Italia e il Governo. Alle dichiarazioni del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, "non appare opportuno a questa Presidenza del Consiglio, in questo momento, assumere particolari iniziative", risponde il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, che ha depositato in Aula una proposta di inchiesta parlamentare per accertare le "cause e responsabilità, anche internazionali", che hanno portato alle dimissioni di Silvio Berlusconi nell'autunno del 2011.
Il testo, composto da 6 articoli, è a prima firma dell'ex ministro della Pubblica Amministrazione ed è stata sottoscritto anche dalla sua vice Mariastella Gelmini e dai colleghi Elio Vito, Laura Ravetto, Rocco Palese, Maurizio Bianconi, Elena Centemero e il questore Gregorio Fontana.
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In mattinata Renato Brunetta era ritornato sull'argomento criticando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Corriere della Sera, colpevoli di sottovalutare la portata delle dichiarazioni di Geithner. Soprattutto nei confronti dell'editoriale del Corsera, si sono concentrate le ire di Brunetta: "Per confutare la teoria del complotto e negare l'opportunità di un'inchiesta parlamentare, si cita un colloquio riservato tra Napolitano e Berlusconi dell'8 novembre del 2011. Si mette tra virgolette una frase del Capo dello Stato. Ma non è seguita smentita. Brutta, bruttissima storia. Altre frasi e parole disse in quel periodo Napolitano".