Santa Messa nel Bellahouston Park

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

 "È vicino a voi il regno di Dio" (Lc 10,9). Con queste parole del Vangelo
 che abbiamo appena ascoltato, saluto tutti voi con grande affetto nel
 Signore. Davvero il Regno di Dio è già in mezzo a noi! In questa
celebrazione Eucaristica, nella quale la Chiesa che è in Scozia si raduna
attorno all’altare, in unione con il Successore di Pietro, riaffermiamo la
nostra fede nella parola di Cristo e la nostra speranza – una speranza che
 mai delude – nelle sue promesse!
15 AGO 20
Immagine di Santa Messa nel Bellahouston Park
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
"È vicino a voi il regno di Dio" (Lc 10,9). Con queste parole del Vangelo
 che abbiamo appena ascoltato, saluto tutti voi con grande affetto nel
 Signore. Davvero il Regno di Dio è già in mezzo a noi! In questa
celebrazione Eucaristica, nella quale la Chiesa che è in Scozia si raduna
attorno all’altare, in unione con il Successore di Pietro, riaffermiamo la
nostra fede nella parola di Cristo e la nostra speranza – una speranza che
 mai delude – nelle sue promesse! Saluto cordialmente il Card. O’Brien e i 
vescovi scozzesi; ringrazio in particolare l’Arcivescovo Conti per le 
gentili parole di benvenuto, che mi ha rivolto a nome vostro; ed esprimo la
 mia profonda gratitudine per il lavoro che i Governi Britannico e Scozzese
e la municipalità di Glasgow hanno svolto per rendere possibile questa
 circostanza.

Il Vangelo odierno ci ricorda che Cristo continua a inviare i suoi
discepoli nel mondo per annunciare la venuta del suo Regno e portare la sua
pace nel mondo, passando di casa in casa, di famiglia in famiglia, di città
in città. Sono venuto in mezzo a voi, i figli spirituali di S. Andrea, come
araldo di questa pace, e per confermarvi nella fede di Pietro (cfr Lc
22,32). E’ con una certa emozione che mi rivolgo a voi, non lontano dal
luogo dove il mio amato predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, circa
trent’anni fa celebrò con voi la Messa, accolto dalla più grande folla che
mai si sia riunita nella storia scozzese.

Molte cose sono accadute da quella storica visita, in Scozia e nella Chiesa
che è in questo Paese. Noto con grande soddisfazione come l’esortazione che
vi rivolse Papa Giovanni Paolo, a camminare mano nella mano con i vostri
fratelli cristiani, abbia portato ad una maggiore fiducia e amicizia con i
membri della Chiesa di Scozia, della Chiesa Episcopale Scozzese e delle
altre comunità cristiane. Permettetemi di incoraggiarvi a continuare a
pregare e lavorare con loro nel costruire un futuro più luminoso per la
Scozia, fondato sulla nostra comune eredità cristiana. Nella prima lettura
oggi proclamata abbiamo ascoltato l’invito rivolto da S. Paolo ai Romani a
riconoscere che, come membra del corpo di Cristo, apparteniamo gli uni agli
altri (cfr Rm 12,5), e a vivere con rispetto ed amore vicendevole. In
questo spirito saluto i rappresentanti delle altre confessioni cristiane,
che ci onorano della loro presenza. Quest’anno ricorre il 450° anniversario
del "Reformation Parliament", ma anche il centenario della Conferenza
Missionaria Mondiale di Edimburgo, che è generalmente considerata come la
nascita del movimento ecumenico moderno. Rendiamo grazie al Signore per la
promessa che rappresenta l’intesa e la cooperazione ecumenica, in vista di
una testimonianza concorde alla verità salvifica della parola di Dio
nell’odierna società in rapido mutamento.

Tra i diversi doni che S. Paolo elenca per l’edificazione della Chiesa vi è
quello dell’insegnamento (cfr Rm 12,7). La predicazione del Vangelo è
sempre stata accompagnata da una preoccupazione per la parola: la parola
ispirata di Dio e la cultura nella quale quella parola mette radici e si
sviluppa. Qui in Scozia, penso alle tre università medievali fondate dai
pontefici, compresa quella di S. Andrea, che sta per celebrare il sesto
centenario della sua fondazione. Negli ultimi trent’anni, con l’aiuto delle
autorità civili, le scuole cattoliche scozzesi hanno raccolto la sfida di
assicurare una educazione integrale ad un maggior numero di studenti, e ciò
è stato di aiuto ai giovani non solo per il cammino di uno sviluppo umano e
spirituale, ma anche per l’inserimento nelle professioni e nella vita
pubblica. Questo è un segno di grande speranza per la Chiesa e desidero
incoraggiare i professionisti, i politici e gli educatori cattolici
scozzesi a non perdere mai di vista la loro chiamata ad usare i propri
talenti e la propria esperienza a servizio della fede, confrontandosi con
la cultura scozzese contemporanea ad ogni livello.

L’evangelizzazione della cultura è tanto più importante nella nostra epoca,
in cui una "dittatura del relativismo" minaccia di oscurare l’immutabile
verità sulla natura dell’uomo, il suo destino e il suo bene ultimo. Vi sono
oggi alcuni che cercano di escludere il credo religioso dalla sfera
pubblica, di privatizzarlo o addirittura di presentarlo come una minaccia
all’uguaglianza e alla libertà. Al contrario, la religione è in verità una
garanzia di autentica libertà e rispetto, che ci porta a guardare ogni
persona come un fratello od una sorella. Per questo motivo faccio appello
in particolare a voi, fedeli laici, affinché, in conformità con la vostra
vocazione e missione battesimale, non solo possiate essere esempio pubblico
di fede, ma sappiate anche farvi avvocati nella sfera pubblica della
promozione della sapienza e della visione del mondo che derivano dalla
fede. La società odierna necessita di voci chiare, che propongano il nostro
diritto a vivere non in una giungla di libertà auto-distruttive ed
arbitrarie, ma in una società che lavora per il vero benessere dei suoi
cittadini, offrendo loro guida e protezione di fronte alle loro debolezze e
fragilità. Non abbiate paura di dedicarvi a questo servizio in favore dei
vostri fratelli e sorelle, e del futuro della vostra amata nazione.

San Ninian, la cui festa oggi celebriamo, non ebbe paura di essere una voce
solitaria. Sulle orme dei discepoli che nostro Signore aveva inviato
davanti a sé, Ninian fu uno dei primissimi missionari cattolici a portare
ai suoi connazionali la buona novella di Gesù Cristo. La sua missione a
 Galloway divenne un centro per la prima evangelizzazione di questo Paese.
 Quell’opera venne in seguito portata avanti da San Mungo, il patrono di 
Glasgow, e da altri santi, tra i maggiori dei quali si devono ricordare San 
Columba e Santa Margaret. Ispirati da loro, molti uomini e donne lavorarono
per molti secoli, per far giungere la fede fino a voi. Cercate di essere
degni di questa grande tradizione! Sia vostra costante ispirazione
l’esortazione di San Paolo nella prima lettura: "Non siate pigri nel fare
il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate
lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella
preghiera" (cfr Rm 12,11-12).

Desidero ora rivolgere una speciale parola ai vescovi della Scozia. Cari 
confratelli, permettetemi di incoraggiarvi nella vostra responsabilità
pastorale verso i cattolici della Scozia. Come sapete, uno dei primi
compiti pastorali è per i vostri sacerdoti (cfr Presbyterorum Ordinis, 7) e
per la loro santificazione. Come essi sono alter Christus per la comunità
Cattolica, così voi lo siete per loro. Vivete in pienezza la carità che
promana da Cristo nel vostro fraterno ministero verso i vostri sacerdoti,
collaborando con tutti loro ed in particolare con quanti hanno scarsi
contatti con i loro confratelli. Pregate con loro per le vocazioni,
affinché il Signore della messe mandi operai nella sua messe (cfr Lc 10,2).
Così come è l’Eucarestia che fa la Chiesa, il sacerdozio è centrale per la
vita della Chiesa. Impegnatevi personalmente nel formare i vostri sacerdoti
come una fraternità che ispira altri a dedicare completamente se stessi al
servizio di Dio Onnipotente. Abbiate cura anche dei vostri diaconi, il cui
ministero di servizio è unito in modo particolare con quello dell’ordine
dei vescovi. Siate per loro dei padri e delle guide sul cammino della
santità, incoraggiandoli a crescere in conoscenza e sapienza nel compiere
la missione di annunciatori alla quale sono stati chiamati.

Cari sacerdoti della Scozia, siete chiamati alla santità e a servire il
popolo di Dio modellando le vostre vite sul mistero della croce del
Signore. Predicate il Vangelo con un cuore puro ed una coscienza retta.
Dedicate voi stessi a Dio solo, e diventerete per i giovani esempi luminosi
di una vita santa, semplice e gioiosa: essi, a loro volta, desidereranno
certamente unirsi a voi nel vostro assiduo servizio al popolo di Dio. Che
l’esempio di dedizione, di generosità e di coraggio di San John Ogilvie
ispiri tutti voi. Similmente, permettetemi di incoraggiare anche voi,
monaci, religiose e religiosi di Scozia, ad essere come una luce posta
sulla sommità del colle, vivendo una autentica vita cristiana di preghiera
ed azione che testimoni, in modo luminoso la forza del vangelo.

Infine, desidero rivolgere una parola a voi, miei cari giovani cattolici di
Scozia. Vi esorto a vivere una vita degna di nostro Signore (cfr Ef 4,1) e
di voi stessi. Vi sono molte tentazioni che dovete affrontare ogni giorno –
droga, denaro, sesso, pornografia, alcool – che secondo il mondo vi daranno
felicità, mentre in realtà si tratta di cose distruttive, che creano
divisione. C’è una sola cosa che permane: l’amore personale di Gesù Cristo
per ciascuno di voi. Cercatelo, conoscetelo ed amatelo, ed egli vi renderà
liberi dalla schiavitù dell’esistenza seducente ma superficiale
frequentemente proposta dalla società di oggi. Lasciate da parte ciò che
non è degno di valore e prendete consapevolezza della vostra dignità di
figli di Dio. Nel vangelo odierno, Gesù ci chiede di pregare per la
vocazioni: prego perché molti fra voi conoscano ed amino Gesù Cristo e,
attraverso tale incontro, giungano a dedicarsi completamente a Dio, in modo
particolare quanti fra di voi sono chiamati al sacerdozio e alla vita
religiosa. Questa è la sfida che il Signore oggi vi rivolge: la Chiesa ora
appartiene a voi!

Cari amici, esprimo ancora una volta la mia gioia di celebrare questa Messa
con voi. Mi fa piacere assicuravi delle mie preghiere nell’antica lingua
del vostro paese: Sìth agus beannachd Dhe dhuib uile; Dia bhi timcheall
oirbh; agus gum beannaicheadh Dia Alba.
La pace e la benedizione di Dio
siano con tutti voi; Dio vi protegga; e Dio benedica il popolo di Scozia!