Sotto la piazza, l’abisso? / 9
Proviamo vergogna per il passato. Ma per l'Europa è impossibile intervenire
Ex giornalista, inviato speciale, Jean Claude Guillebaud ha lasciato la carta stampata per dirigere una collana dall’editore Seuil e da anni pubblica libri sulla conversione al cristianesimo. Sulla Libia di Gheddafi ha un moto di ripulsa. “Siamo sospesi alle ultime notizie che sembrano molto preoccupanti”. “Abbiamo visto l’ultimo intervento del colonnello Gheddafi. di Jean Claude Guillebaud (testo raccolto) Leggi l'intervento di Vittorio Emanuele Parsi - Leggi l'intervento di Giulio Meotti - Leggi l'intervento di Fiamma Nirenstein - Leggi l'intervento di Giorgio Arfaras - Leggi l'intervento di Paola Peduzzi
15 AGO 20

“Abbiamo visto l’ultimo intervento del colonnello Gheddafi. Il rais ci è sembrato un pazzo, evidentemente drogato, uno squilibrato pronto a tutto. C’è il rischio che a Tripoli stiano per accadere cose molto gravi. Per questo siamo preoccupati, e noi francesi proviamo anche un senso di vergogna retrospettivo. Nel dicembre 2007, pochi mesi dopo l’elezione di Sarkozy, infatti, Gheddafi venne ricevuto in pompa magna a Parigi. E col senno del poi le molte genuflessioni francesi non si sono rivelate un buon affare”.
“Noi francesi, certo, abbiamo pensato che fosse rinsavito. Ma la nostra era un’idea dettata da ragioni economiche, dal prezzo del petrolio, e dall’aiuto alla lotta contro l’emigrazione clandestina. Solo che si è rivelata un calcolo sbagliato. Del resto, la realpolitik e il cinismo alla fine si rivelano sempre un calcolo sbagliato. Adesso le ultime notizie sono allarmanti. L’Europa intanto è divisa, anche se il governo francese cerca di riprendere in mano il bandolo della matassa. Il presidente Sarkozy nel pomeriggio ha rilasciato una dichiarazione durissima, ma è troppo tardi, temo. E l’Unione europea non può fare altro che dare un’impressione di solidarietà e accogliere i rifugiati. Un intervento militare in Libia, infatti, mi pare impraticabile”.
di Jean Claude Guillebaud (testo raccolto)
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