Primarie trappola
15 AGO 20

Furono escogitate come rimedio demagogico che saziasse quella brama degli elettori da sempre tenuti fuori dal “gran banchetto” delle candidature. Naturalmente è tutta una bagarre, tentiamo di carpire i processi elettorali degli Stati Uniti annusandone le “primarie”, ma senza coglierne costituzionalmente i meccanismi selettivi dei rappresentanti da eleggere. Le nostre “primarie” avvengono in un clima da “camera caritatis”. Alla buona, nei gazebo, ogni “elettore” versa un obolo per ammortizzare i costi del Partito. Come, quanti, chi ha il diritto di accedere a questo tipo di selezione (dal quale dipenderà il corretto funzionamento dell’Istituzione parlamentare) resta un fatto immaginario e non c’è da escludere che un votante possa indifferentemente votare in 10 gazebo diversi: insomma, è un processo rozzo che manca delle certezze garantite dalla legge. Dall’altro lato è un boomerang che colpisce proprio il funzionamento del partito nei gangli più sensibili dell’apparato: l’attribuzione del potere. Una segreteria esautorata nelle scelte fondamentali del potere è una segreteria formale, non ha più nulla da offrire a coloro che fanno vita politica nella visione di accreditarsi alle cariche parlamentari, là dove il potere legittima se stesso.