In nome del Quirinale
Letta col forcone ottiene la fiducia e sfida Renzi sulla legge elettorale
L’applauso più lungo ricevuto ieri da Enrico Letta durante il discorso con cui ha chiesto e ottenuto la fiducia alle Camere è arrivato dopo la sculacciata rifilata dal premier ai parlamentari a Cinque stelle, i cui esponenti, spesso e volentieri, “fanno a pezzi la democrazia rappresentativa e incitano all’insubordinazione”. Gli altri applausi, meno scroscianti, sono arrivati quando Letta ha enunciato il suo programma per il 2014.
15 AGO 20

L’applauso più lungo ricevuto ieri da Enrico Letta durante il discorso con cui ha chiesto e ottenuto la fiducia alle Camere è arrivato dopo la sculacciata rifilata dal premier ai parlamentari a Cinque stelle, i cui esponenti, spesso e volentieri, “fanno a pezzi la democrazia rappresentativa e incitano all’insubordinazione”. Gli altri applausi, meno scroscianti, sono arrivati quando Letta ha enunciato il suo programma per il 2014: ammortizzatori sociali, istruzione, riduzione costo del lavoro, privatizzazioni, dismissioni pubbliche da 10-12 miliardi e promessa solenne (segniamocela) di un’Italia che dal 2015 crescerà del 2 per cento. Letta, infine, ha anche fissato le coordinate della riforma elettorale, che dovrà avere “un meccanismo maggioritario”. Stesso modello che chiede Renzi (ieri a colloquio con Napolitano). Diversa tempistica. Renzi la vuole subito. Letta a ridosso del Semestre Europeo. Renzi proverà a forzare. Letta è convinto che lo scudo del Quirinale sia sufficiente per respingere gli attacchi. Ci sarà battaglia, altro che tregua.