Il presidente e il generale
Non era mai successo prima. Il rapporto scritto in Afghanistan dal comandante McChrystal per l’Amministrazione americana, in teoria segreto, è stato discusso e analizzato in anticipo sui giornali prima ancora di arrivare effettivamente sulla scrivania del presidente. E’ chiaro che lo staff del generale non ama tutti gli uomini della Casa Bianca e sta sulla difensiva.

Il rapporto tra McChrystal e Obama non è quello che c’era tra il generale Petraeus e il presidente Bush. Nel 2007 Petraeus, stratega di una campagna di successo contro la guerriglia in Iraq che ora è studiata nelle accademie militari – e richiamato al fronte mentre era nel parcheggio di un supermercato a Los Angeles –, assieme al presidente Bush formava una coppia di guerra, abbracciata per necessità sullo sfondo di Baghdad in fiamme: si vince uniti o si perde uniti, o la ragione è sul serio dalla nostra parte o al Qaida ci caccia e cattura il centro del mondo arabo. Bush non si sarebbe mai sognato di non garantire a Petraeus tutto quello di cui lui aveva bisogno. Obama con McChrystal ha un rapporto diverso, cauto, più distante: ho cacciato via il tuo predecessore McKiernan e ti ho scelto perché tutti mi dicono che sei bravo e così faccio anche la figura di uno determinato sulle cose di guerra; ma non siamo compagni di destino, si è trattato anche di un’operazione d’immagine. E se devo scegliere tra fare arrabbiare i deputati democratici al Congresso e innervosire i miei elettori, e deludere le tue richieste di altri soldati e di impegno più duro, non contare troppo a lungo su di me e sul partito.