Ho visto a Sanremo il nuovo film di Benigni, "Almirante ti voglio bene"

15 AGO 20
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Alla cena in cui festeggiammo la maturità (liceo scientifico Marinelli di Udine, estate 1976) rischiammo di venire alle mani con i compagni perché, quando essi intonarono Bandiera rossa, noi del nutrito gruppetto di destra rispondemmo cantando Fratelli d'Italia. Se all'epoca in vicinanza di qualche corteo democratico e progressista sventolavi un tricolore, rischiavi di essere sprangato, o comunque non ti veniva risparmiato qualche secco avvertimento intimidatorio. Lo stesso anno, uno sconosciuto R. Benigni presentò una trasmissione tv che si sarebbe dovuta chiamare Televacca, poi si chiamò Onda Libera. Era roba per compagni, underground, non vi si intuiva nessun personaggio nazionalpopolare. 35 anni dopo, incredibile dictu, lo show di Benigni, con sventolio di tricolore e osanna nazionalisti, ha toccato corde tali che avrebbe certamente convinto e commosso persino Giorgio Almirante. Si può invece dubitare che l'esaltazione della romanità, e persino del distruttore imperialista di Cartagine, sarebbe piaciuta all'establishment del Pci. A Sanremo mancava quindi solo l'immagine del grande Giorgio in braccio al comico: ci pensi Vincino, o facciamolo con Photoshop, ma non trascuriamo il remake del vecchio film, con cambio del soggetto amato.