Decadenza, depositati i pareri della difesa di Berlusconi

Sono stati depositati presso la Giunta per le elezioni del Senato i pareri pro veritate di giuristi e costituzionalisti per la difesa del leader del Pdl Silvio Berlusconi. Il nodo è la questione della sua decadenza da senatore. I pareri pro veritate sono sei e sono accompagnati da una lettera in cui si annuncia il ricorso della difesa del leader Pdl alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Le carte sono a disposizione dei senatori che inizieranno a studiarli da lunedì, in vista della seduta che si terrà il 9 settembre. Merlo Le fatiche della diplomazia “quirinalizia” per allontanare il verdetto del Senato sul Cav. - L'editoriale I proscritti - Mario Monti spiega al Foglio la sua visione della pacificazione
15 AGO 20
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Sono stati depositati presso la Giunta per le elezioni del Senato i pareri pro veritate di giuristi e costituzionalisti per la difesa del leader del Pdl Silvio Berlusconi. Il nodo è la questione della sua decadenza da senatore. I pareri pro veritate sono sei e sono accompagnati da una lettera in cui si annuncia il ricorso della difesa del leader Pdl alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Le carte sono a disposizione dei senatori che inizieranno a studiarli da lunedì, in vista della seduta che si terrà il 9 settembre. Uno dei relatori di Palazzo Madama, il senatore Pdl Andrea Augello, ha dichiarato: "Devo ancora prendere visione della documentazione che studierà per svolgere la mia relazione". "Non potrò tenere conto in questa occasione del ricorso", ha poi spiegato, dal momento che è in via di ultimazione e verrà inviato al Senato presumibilmente il giorno stesso della seduta. "Lavoro per rispettare la scadenza del 9", ha detto ancora Augello a chi gli chiedeva se, vista la mole di materiale, ritenesse necessario un rinvio.
LE RICHIESTE - La parola passi alla Corte Costituzionale. Sarebbe questa in sostanza la richiesta formulata nei pareri pro veritate depositati in Giunta per le elezioni sulla questione della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. A chiederlo sono sei giuristi, a partire da Domenico Nania per il quale la giunta di Palazzo Madama può sollevare la questione della legittimità davanti alla Consulta sulla legge Severino.
Della legittimazione di rivolgersi alla Corte è convinto anche il parere pro veritate del professor Pansini che si unisce a quello di Giorgio Spangher, ordinario di procedura penale e della professoressa Antonella Marandola che punta anche sulla non restroattività della norma. A questi si unisce ancora il parere di Nicolò Zanon che motiva l'opportunità che la giunta esamini i dubbi di costituzionalità delle norme su decadenza e ineleggibilità sollevati e quello di Giovanni Guzzetta che in 37 pagine sottolinea ancora dubbi di costituzionalità e della possibile elusione delle norme della Corte europea dei diritti dell'uomo.