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Ratzinger: "Ecco chi era Giovanni Paolo II"
“Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni ed era pronto anche a subire dei colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di prim’ordine della santità”. Tra tutti i commenti e contributi di queste ultime settimane sull’ormai imminente canonizzazione di Giovanni Paolo II (che sarà fatto santo assieme a Giovanni XXIII domenica prossima in piazza San Pietro), spicca quello - riscoperto in questi giorni dai media stranieri - di colui che fu per più di vent’anni il suo braccio destro: Joseph Ratzinger. Benedetto XVI, oggi Papa emerito, ha concesso lo scorso gennaio una lunga intervista al vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch – curandone personalmente la traduzione in italiano – apparsa nel libro “Accanto a Giovanni Paolo II – Gli amici e i collaboratori raccontano” (Ares) di recente pubblicazione. Leggi anche Matzuzzi Fare la morale a Wojtyla
14 AGO 20

“Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni ed era pronto anche a subire dei colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di prim’ordine della santità”. Tra tutti i commenti e contributi di queste ultime settimane sull’ormai imminente canonizzazione di Giovanni Paolo II (che sarà fatto santo assieme a Giovanni XXIII domenica prossima in piazza San Pietro), spicca quello - riscoperto in questi giorni dai media stranieri - di colui che fu per più di vent’anni il suo braccio destro: Joseph Ratzinger. Benedetto XVI, oggi Papa emerito, ha concesso lo scorso gennaio una lunga intervista al vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch – curandone personalmente la traduzione in italiano – apparsa nel libro “Accanto a Giovanni Paolo II – Gli amici e i collaboratori raccontano” (Ares) di recente pubblicazione. Ratzinger ricorda la battaglia contro la teologia della liberazione, la quale usava “la fede cristiana come motore per questo movimento rivoluzionario, trasformandola in una forza di tipo politico”; sottolinea l’impegno costante di Karol Wojtyla in difesa della famiglia: “Studiare e assimilare la Veritatis splendor, enciclica sui problemi morali, rimane doveroso”. Giovanni Paolo II, osserva ancora Benedetto XVI, ristabilì quei fondamenti metafisici che si erano persi.
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