Orlando contro le correnti del Csm. "Serve una riforma" #celosegniamo

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha tracciato le linee guida del suo dicastero in commissione al Senato. Molti i temi affrontati, dagli arretrati dei processi civili al sovraffollamento delle carceri, passando per le carenze di personale. "Il servizio giustizia non ha un funzionamento omogeneo sul territorio nazionale'', per esempio sui tempi, e questo non è il prodotto di criticità differenti ma dei processi organizzativi, nel buon uso delle risorse e dell'efficientamento del flusso di lavoro", ha detto Orlando ai senatori in commissione. Secondo Orlando, la riorganizzazione della giustizia italiana non dovrà essere apportata tramite un'unica grande manovra: "Propongo metodi e obiettivi concreti" da realizzare. "Il lavoro che mi attende è lungo e richiede tempo", ha commentato. Leggi anche Rizzini L'Orlando pensoso
14 AGO 20
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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha tracciato le linee guida del suo dicastero in commissione al Senato. Molti i temi affrontati, dagli arretrati dei processi civili al sovraffollamento delle carceri, passando per le carenze di personale. "Il servizio giustizia non ha un funzionamento omogeneo sul territorio nazionale'', per esempio sui tempi, e questo non è il prodotto di criticità differenti ma dei processi organizzativi, nel buon uso delle risorse e dell'efficientamento del flusso di lavoro", ha detto Orlando ai senatori in commissione. Secondo Orlando, la riorganizzazione della giustizia italiana non dovrà essere apportata tramite un'unica grande manovra: "Propongo metodi e obiettivi concreti" da realizzare. "Il lavoro che mi attende è lungo e richiede tempo", ha commentato.

Il settore descritto dal ministro manca della necessaria efficienza. A testimoniarlo sono i "5 milioni di processi civili di primo grado" arretrati. "Dinanzi a questi numeri", ha aggiunto" "occorrono sforzi straordinari", dato che l'abbattimento del numero dei procedimenti ancora in corso è un "obbligo non più dilazionabile". "Una giustizia lenta non aiuta il paese a crescere", ha detto Orlando, aggiungendo che una misura ad hoc per ridurre la mole dei contenziosi civili aperti è in via d'approvazione.

Lo stato di emergenza va però risolto in via prioritaria, secondo il ministro, secondo cui "nessuna riforma è possibile in assenza delle condizioni materiali per realizzarla". Le ''emergenze'' relative alla giustizia, ''sono quattro: il sovraffollamento delle carceri, gli arretrati della giustizia civile, la situazione del personale amministrativo e l'affinamento degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata". La condizione delle carceri italiane, secondo il Guardasigilii, rappresenta ''la prima emergenza. I risultati ottenuti sulla diminuzione della popolazione carceraria sono importanti ma non ancora sufficienti". A tal fine, secondo Orlando, è necessario seguire la strada del "rimedio compensativo" per chi ha scontato una pena in carcere senza vivere in condizioni dignitose. "Per chi è ancora detenuto - ha osservato - è possibile pensare a una trasformazione della pena, ma per chi l'ha già scontata resta solo la soluzione compensativa".

Inoltre, il sistema giudiziario italiano è duramente appesantito da "croniche carenze" negli organici di polizia penitenziaria e del personale degli uffici giudiziari. Per quanto riguarda il personale amministrativo, su 44 mila unità, i posti scoperti sono il 18%. In alcune zone del paese, "in particolare al Centro-Nord, ha rilevato il ministro, ci sono punte di scopertura pari al 40-45%". Di contro, il personale del dicastero dovrebbe essere drasticamente ridotto. "Ad oggi le direzioni generali di via Arenula sono 40 mentre nel 2000 erano soltanto 10".

Il ministro è infine intervenuto anche sulla necessità di rinnovare il sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura, una misura necessaria "per assicurare la sua piena neutralità e impermeabilità rispetto a interessi di parte e logiche di carattere corporativo".

Sui nuovi provvedimenti che il governo intende inserire nell'ordinamento giuridico, il ministro ha annunciato l'innalzamento delle pene per associazione a delinquere di stampo mafioso, l'introduzione del reato di autoriciclaggio e modifiche anche sulla gestione dei beni confiscati e sequestrati alle mafie.
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