La nuova enciclica del Papa
Nella Lumen Fidei c'è tanto Benedetto e tutto Francesco
E' stata presentata questa mattina in Vaticano la "Lumen fidei", la prima enciclica di Papa Francesco. Un lavoro a quattro mani, anche perché – ed è lo stesso Pontefice regnante a scriverlo nell'introduzione – Benedetto XVI "aveva già quasi completato una prima stesura della Lettera sulla fede. Gliene sono profondamente grato" e "assumo il suo prezioso lavoro aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi". L'opera – che come aveva anticipato lunedì padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, non è lunga nell'estensione – è suddivisa in quattro capitoli, dai quali emerge l'impronta ratzingeriana.
14 AGO 20

E' stata presentata questa mattina in Vaticano la "Lumen fidei", la prima enciclica di Papa Francesco. Un lavoro a quattro mani, anche perché – ed è lo stesso Pontefice regnante a scriverlo nell'introduzione – Benedetto XVI "aveva già quasi completato una prima stesura della Lettera sulla fede. Gliene sono profondamente grato" e "assumo il suo prezioso lavoro aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi". L'opera – che come aveva anticipato lunedì padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, non è lunga nell'estensione – è suddivisa in quattro capitoli, dai quali emerge l'impronta ratzingeriana. L’apertura è dedicata alla storia della fede cristiana, da Abramo alla risurrezione di Cristo. Il capitolo secondo, invece, è costruito sul rapporto tra fede e ragione, tra fede e ricerca di Dio, tra fede e teologia. L’opera prosegue poi con il ribadire il ruolo della chiesa nella trasmissione della fede (capitolo terzo) e la centralità della fede nella costruzione di società rivolte al bene comune (capitolo quarto).
La "Lumen fidei" chiude il ciclo di Lettere dedicate alle virtù teologali iniziato nel 2006 con la "Deus caritas est" e proseguito due anni più tardi con la "Spe Salvi", e a confermarlo è Papa Francesco nei primi passi dell'enciclica: "Queste considerazioni sulla fede intendono aggiungersi a quanto Benedetto XVI ha scritto nelle Lettere encicliche sulla carità e sulla speranza", scrive Bergoglio. Nel testo viene anche ribadito che la “fede può offrire un servizio al mondo comune”, nonostante la secolarizzazione sempre più incalzante: “La fede è in bene per tutti, un bene comune, la sua luce non illumina solo l’interno della chiesa né serve a costruire una città eterna nell’aldilà. Ci aiuta a edificare le nostre società”. Il cardinale Marc Ouellet, presentando l’enciclica, ha invitato a “non cercare la frase dell’uno o dell’altro. C’è molto di Papa Benedetto e tutto di Papa Francesco”. E’ un testo unico, ha ribadito poi il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, mons. Gerhard Ludwig Müller.