L’intuizione di Cameron sulle “free schools” lascia gli inglesi un po’ freddini

Con l’inizio dell’anno scolastico si è aperto un nuovo fronte nelle guerre culturali dell’istruzione pubblica nel Regno Unito: le “free schools”, un progetto pensato e voluto dai conservatori ma contestato dall’establishment statalista e di sinistra. Alla ricerca di nuove politiche liberal-conservatrici nell’ambito della Big Society, il premier, David Cameron, e l’amico e collega Michael Gove, ministro dell’Istruzione, avevano scoperto in Svezia un nuovo modo di concepire l’istruzione elementare: scuole fondate e gestite da gruppi sociali diversi, indipendenti dalla burocrazia statale.
14 AGO 20
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Nonostante la determinazione del governo nell’introdurre una riforma liberale, l’avvio delle “free schools” è stato accidentato: delle 24 che hanno aperto le porte lunedì, otto sono ancora alla ricerca di allievi – per classi che avranno un massimo di 25 studenti, un sogno per le scuole statali, dove spesso le classi sono di 32-34 studenti. Ma la preoccupazione di molti conservatori è un’altra: le “free schools” non possono trarre profitto dalle loro attività: un ostacolo burocratico e antilibertario che lascia molti decisamente perplessi.