Poca credibilità
La Bce smetterà di comprare titoli del nostro debito?
Borrowed time. Il Wall Street Journal usa questa espressione – “vivere con i giorni contati” – per rappresentare la condizione dell’Italia, vittima di una crisi politica che per molti versi somiglia a quella del 1992-1994 ma che rischia di rubarle il primo posto nella classifica delle situazioni più critiche della storia repubblicana. Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook
14 AGO 20

Borrowed time. Il Wall Street Journal usa questa espressione – “vivere con i giorni contati” – per rappresentare la condizione dell’Italia, vittima di una crisi politica che per molti versi somiglia a quella del 1992-1994 ma che rischia di rubarle il primo posto nella classifica delle situazioni più critiche della storia repubblicana. In realtà, i giorni da contare sono quelli in cui la Bce sarà ancora disposta a comprare titoli del debito pubblico italiano sul mercato secondario. Dall’inizio del programma di interventi di messa in sicurezza del mercato obbligazionario pubblico europeo fino a tutta la settimana scorsa, Trichet aveva firmato ordini di acquisto per un totale di 115,5 miliardi. Non è dato sapere quanto di questo ammontare sia stato dedicato ai nostri Btp, ma è assai probabile che si tratti di ben più della metà (il resto è andato ai Bonos spagnoli). Ora, fino a quando e per quanto la Bce è ancora disposta a mettere mano al portafoglio? Alcuni indizi suggeriscono una risposta assai preoccupante: per poco, molto poco [continua a leggere l'articolo di Enrico Cisnetto]
ll presidente della Bce, Trichet, ha annunciato “sanzioni preventive verso i paesi che sforano i limiti di indebitamento”. “L'Unione europea deve aumentare la pressione su Grecia e Italia affinché mettano in atto le manovre da loro stessi concepite'' ha chiesto il presidente permanente europeo, Herman Van Rompuy, in una intervista alla radio fiamminga. ''I mercati finanziari – ha detto – vedono che ci sono ancora problemi per la realizzazione dei piani (di austerity) in Grecia e in Italia”. Sulla crisi dei mercati è intervenuto anche il governatore della Banca d’Italia, Draghi, secondo cui “I paesi membri dell'Eurozona non devono dare per scontato il programma di acquisto dei titoli di Stato, compresi quelli italiani, deciso dalla Bce nelle scorse settimane. È ora più importante di sempre – ha detto il futuro presidente della Bce – che i leader nazionali mostrino unità e parlino con una sola voce”. [continua a leggere l'articolo di aggiornamento sulle Borse]
L’Italia deve ridurre il debito ed aumentare il tasso di crescita. Lo sappiamo da decenni, e, per non andare troppo lontano, lo sappiamo dall’inizio del millennio, anche se la questione si è fatta più urgente oggi. Sappiamo anche che i due obiettivi sono strettamente connessi, e non solo perché determinano congiuntamente il rapporto debito / pil. Lo sono perché le stesse riforme servono all’uno e all’altro obiettivo. Ad esempio, l’eliminazione delle pensioni di anzianità e il posticipo di quelle di vecchiaia, servono non solo a ridurre la spesa pensionistica ma a superare l’anomalia per cui la quota di persone che lavorano tra la popolazione di età superiore ai 56 anni è tra le più basse d’Europa, soprattutto tra le donne [continua a leggere l'articolo di Ernesto Felli e Giovanni Tria]
E’ interessante osservare la serie di proposte che vorrebbero risolvere il problema dei conti pubblici italiani e forse di qualche altro paese europeo con soluzioni relativamente indolori. Negli anni si sono susseguite proposte che ristabilizzerebbero l’equilibrio fiscale attraverso l’eliminazione dell’evasione fiscale, la vendita di beni pubblici, l’imposizione di un’imposta sulla ricchezza, la vendita dell’oro della Banca d’Italia e via di seguito. L’ultima proposta in questa serie è quella di introdurre gli Eurobond [leggi le analisi di Vito Tanzi - di Franco Bassanini - di Alessandro Corneli]