Appunti per la sinistra cazzona

Martedì prossimo il Parlamento chiude per le ferie estive. Lo scorso anno in questo periodo il Partito laburista era nervoso e i conservatori soddisfatti. Oggi le parti si sono invertite. I liberaldemocratici almeno sono coerenti, anche se lo humour macabro non ha molto successo in politica. Il prossimo anno ha in serbo rischi per entrambi i partiti principali, il più pericoloso dei quali è che molti elettori vedono i politici come dei falliti, che non hanno nulla a che fare con le loro vite e non sono in grado di offrire soluzioni ai problemi del paese. di David Miliband
14 AGO 20
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Martedì prossimo il Parlamento chiude per le ferie estive. Lo scorso anno in questo periodo il Partito laburista era nervoso e i conservatori soddisfatti. Oggi le parti si sono invertite. I liberaldemocratici almeno sono coerenti, anche se lo humour macabro non ha molto successo in politica.
Il prossimo anno ha in serbo rischi per entrambi i partiti principali, il più pericoloso dei quali è che molti elettori vedono i politici come dei falliti, che non hanno nulla a che fare con le loro vite e non sono in grado di offrire soluzioni ai problemi del paese. Quando l’economia ristagna, la politica deve rispondere con vigore e creatività.
Il pericolo per i conservatori è quello di darsi anima e corpo alle tattiche politiche invece di governare il paese. E’ la spiegazione più ovvia per gli sbandamenti e le inversioni di marcia dalla presentazione del bilancio avvenuta in marzo. La grossolanità della campagna denigratoria condotta da George Osborne (cancelliere dello Scacchiere conservatore) contro Ed Balls (cancelliere dello Scacchiere ombra, laburista) in connessione con lo scandalo sul Libor fa supporre che il cancelliere precipiterà ancora più a fondo nella trappola. Il rischio per i sostenitori del Partito laburista è di un’altra natura. Secondo un recente sondaggio ComRes, il 74 per cento di loro si aspetta che i conservatori perdano le prossime elezioni. Il pericolo è quello di confondere il fatto di essere un’opposizione migliore con il divenire un potenziale governo.
I laburisti sono rimasti calmi e uniti (a parte gli attacchi sul think tank Progress) e pronti a puntare il dito sulla debolezza e l’ipocrisia dei conservatori. Tuttavia secondo l’ultimo sondaggio YouGov, i Tory sono ancora attestati sul 35 per cento, un dato che dà corpo all’ammonimento di Ed Miliband dopo le elezioni locali di maggio, secondo cui il successivo compito doveva essere quello di divenire una calamita di voti, non un semplice ricettacolo.

Alla ricerca di una voce
“La sinistra ha bisogno di trovare una voce”. E’ ciò che ha scritto lo storico Tony Judt, esperto in storia europea e della sinistra, in uno dei suoi ultimi libri intitolato “Guasto è il mondo”. Judt ha messo a nudo le crudeltà, le ingiustizie e le stupidità delle società occidentali. Ma il suo libro tratta anche del dilemma fondamentale che i partiti del centrosinistra devono risolvere.
Judt sosteneva che negli ultimi decenni la sinistra, alla ricerca di un futuro migliore, ha perso di vista la forte eredità del passato. Era un fautore di una democrazia sociale “difensiva”, poiché “la sinistra ha qualcosa da conservare”.
In un’epoca di austerità e recessione, con una riorganizzazione insensata del servizio sanitario nazionale e un primo ministro che ricicla in versione popolare il discorso tenuto nel 1992 da Peter Lilley alla conferenza del Partito conservatore e la sua “piccola corte” di parassiti alla ricerca di vantaggi e sfruttatori dell’assistenza sociale, le cosiddette “welfare queen”, si comprendono le ragioni di Judt. C’è molto da difendere.
La democrazia sociale difensiva è quella che ha permesso a Harold Wilson di vincere (di misura) le elezioni del 1974 in Gran Bretagna. In tempi più recenti, in Danimarca e Francia i partiti di centrosinistra hanno continuato a lavorare con impegno e hanno messo a segno un colpo contro la destra. Ma se la democrazia sociale difensiva permette di ottenere una vittoria – e si tratta di un grosso “se” – il problema sarà governare. Il potere economico si sta spostando verso est, causando un’enorme pressione sui gettiti fiscali. Nel frattempo i bisogni sociali stanno aumentando, da un lato a causa della diseguaglianza economica (compresi i 25 milioni di disoccupati in Europa) e dall’altro delle pressioni sociali conseguenti ai cambiamenti demografici. In Francia, il presidente socialista Hollande si trova a fronteggiare questa realtà, mentre cerca di far quadrare le realtà finanziarie di un audit del bilancio indipendente con gli impegni elettorali assunti.
La storia del Labour mostra che questo partito è in grado di vincere e governare quando abbina un progetto economico di modernizzazione a un programma sociale improntato alla presa in carico delle difficoltà e una cultura politica fatta di dinamismo e progresso. Nel 1945 il progetto era quello del rinnovamento nazionale, nel 1964 della rivoluzione scientifica, nel 1997 di una Gran Bretagna meritocratica.
Oggi i laburisti hanno una visione economica dirompente: la Gran Bretagna ha bisogno di modificare in maniera radicale la propria struttura di mercato e la propria cultura per essere competitiva nel mondo moderno. Prospettiva audace e, considerato il crash, anche necessaria. Non sarebbe una cattiva idea portare la presentazione del bilancio 2012 di Vince Cable al cancelliere, lamentando la mancanza di un piano di crescita e spiegando come produrne uno, nonché promettere di attuarlo.
Vi sono importanti scelte anche riguardo alla politica sociale. Tre aree richiedono urgente attenzione: alloggi, cura dell’infanzia e assistenza agli anziani. La situazione fiscale è sconfortante. I laburisti devono attuare degli “spostamenti di spesa”, vale a dire il difficile processo mediante il quale le spese vengono spostate in modo da riflettere le priorità, non semplicemente rinnovare gli impegni a “tassare e spendere”.
Il think tank dell’Institute of Public Policy Research ha proposto di riunire i budget relativi ai sussidi abitativi e all’edilizia residenziale e di girarli ai comuni. Questo comporterebbe la presa di decisioni a livello locale su come bilanciare i sussidi locativi e gli investimenti nell’edilizia residenziale. L’Ippr ha inoltre mostrato come un congelamento decennale degli assegni familiari potrebbe finanziare un’assistenza all’infanzia accessibile a tutti. Nel frattempo i fondi per l’assistenza a lungo termine sono stati bloccati per trent’anni entro i confini del “troppo difficile”, in quanto i finanziamenti pubblici extra richiesti – che la commissione Dilnot recentemente istituita stima nell’ordine di 1,7 miliardi di sterline per arrivare a 3,6 miliardi di sterline all’anno – non sono mai stati considerati insieme ad altri fondi per la terza età, dagli sgravi fiscali ai benefici pensionistici.
Ci sono pro e contro per le azioni da intraprendere in tutte queste aree. Il punto è che la difesa dello status quo non può permetterci di raggiungere i nostri obiettivi. I paesi nordici hanno sfruttato la politica per le famiglie, inclusa la cura dell’infanzia, per creare posti di lavoro e promuovere l’integrazione sociale. Il Partito socialdemocratico tedesco ha sviluppato il suo programma di “duplice flessibilità” – nelle industrie di esportazione e nel settore dei servizi – per far avanzare il paese. Nessuna di queste due strategie ha garantito voti, ma entrambe hanno contribuito a costruire economie e società che noi ammiriamo. Dobbiamo occupare questo spazio, creando un diverso tipo di economia di mercato sociale per l’epoca moderna.

Allargare il dibattito
Queste sono le tematiche cui Jon Cruddas può dedicarsi in qualità di capo assoluto delle politiche del Partito laburista. Non è un superesperto di politiche, e questo è un grosso vantaggio. Le politiche sono la sede in cui si compiono le scelte, ma è la politica che allarga, anziché limitare, le scelte. La buona politica inizia con l’empatia, passa all’analisi quindi definisce i valori e stabilisce la visione, prima di approdare al cuore delle soluzioni a livello di politiche.
La riforma politica non è una digressione da questo programma. E’ di vitale importanza per esso. Nello sviluppo di nuove politiche, i laburisti non possono permettersi di tornare alla vecchia abitudine di limitare il dibattito solo al loro interno. Non si conquista il consenso del pubblico a un programma di effettivo cambiamento con un congresso di partito. Si tratta di un impegno quotidiano nei confronti delle persone che guidano il cambiamento all’interno delle comunità. La gente sa che i Tory sono vuoti e tattici. Ha rumoreggiato che non esiste un “progetto Cameron” per il paese. Ora vuole scoprire quale potrebbe essere il nostro. E qui abbiamo un grosso vantaggio. Negli anni Ottanta l’amministrazione locale ha perso i voti dei laburisti. Nel secondo decennio del secolo attuale potrebbe divenire la fucina di nuove idee sull’economia, sulla previdenza sociale, sul crimine e sul problema degli alloggi. Potrebbe fungere da pioniere per un diverso dibattito con il pubblico.
La gente è spaventata. Il populismo dei tattici conservatori può ottenere un ritorno. Il loro obiettivo per l’Europa, l’immigrazione e lo stato sociale è quello di fondere una storia fatta di questioni di identità e cultura con una che parla di economia. Non bisogna consentire loro di riuscire nel proprio intento. Il migliore antidoto è fatto di azioni e idee serie e credibili. Tony Judt ha affermato nel suo libro che “la democrazia sociale non può ridursi soltanto alla conservazione di istituzioni valide come difesa contro opzioni peggiori”. Purtroppo non ha vissuto abbastanza a lungo per contribuire a questo processo, ma il messaggio resta. Mentre mette a punto i prossimi passi, il Partito laburista non può essere conservatore. In palio non vi è solo la vittoria, ma la capacità di cambiare nuovamente il paese.
di David Miliband *

* membro di spicco del Partito laburista britannico, ha contribuito alla definizione del programma del New Labour, è stato ministro degli Esteri dal 2007 al 2010.