Alessandra

A volte la verità ti viene addosso con forza di valanga, verità che scheggia l'apparente calma della vita. Apparente. E allora ti fermi, ti chiedi, rifletti, tralasci e continui nell'illusione che non capiti a te. Però ad Alessandra è capitato. Alessandra vive a Ostia, ha una madre affetta da SLA, quella cosa che ti rende inerte nel cammino delle ore. Alessandra chiude la sua vita in un cassetto delle dimensioni di cinquanta metri quadri, tanto il suo appartamento misura, e chiede aiuto. I srvizi sociali di uno Stato che disarma rispondono paventando attese di anni tre. Di anni tre. Resta la cometa d'infinito dell'amore di una figlia, stordisce l'istituzione che si trincera dietro la burocrazia dell'attimo. Sono storie che danno il senso e la misura di questa porca vita, dove qualcuno incanta e altri legittimano la sensazione che Kafka non abbia insegnato nulla. A Alessandra l'esortazione minima del coraggio sfidando la retorica dell'atto.