Perché il taglio dell'Irap può accelerare la ripresa

Con la promessa di tagliare l’Irap, Silvio Berlusconi ha ripreso le redini della politica economica e ha calato l’asso riformatore di sempre: meno tasse per tutti. In questo modo, il premier dà una risposta a un Pdl che sembrava riottoso, sfida l’opposizione che resta scettica sulla praticabilità della riduzione e ristabilisce quel legame diretto con la base di centrodestra che è sempre stato la sua arma vincente. Leggi Il Cav. si riscopre riformatore: "Tagliamo l'Irap"
13 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 01:16 | 14 AGO 20
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L’allergia degli imprenditori per quella che è ritenuta una “imposta rapina” è facile da comprendere: si tratta di una tassa prociclica, che punisce chi ha deciso di non licenziare. Dunque, giù la scure. E i conti pubblici? Tutto sommato non c’è da preoccuparsi più di tanto. Almeno in parte il taglio sarà coperto dal gettito dello scudo fiscale. Inoltre, praticamente tutti gli stati membri dell’Unione europea hanno sforato qualunque parametro. A differenza delle politiche keynesiane di stimolo adottate da altri, però, l’alleggerimento delle tasse può accelerare la ripresa, ed è dunque probabile che, nel medio termine, si ripaghi da sé. Come direbbe Albus Silente, l’anziano e saggio maestro di Harry Potter, a volte bisogna scegliere tra ciò che è facile e ciò che è giusto. Il Cav. ha scelto la seconda.