La Corte suprema ha approvato l'Obamacare
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso sulla costituzionalità dell'Obamacare, la riforma sanitaria varata dal presidente americano nel 2010, ma con alcune modifiche. Le legge, che entrerà in vigore nel 2014, riguarda la copertura sanitaria di oltre 30 milioni di cittadini e ha avuto 5 voti favorevoli sui 9 disponibili. Decisivo si è rivelato il voto del presidente John Roberts, conservatore, e colui che ha scritto la sentenza.
13 AGO 20

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso sulla costituzionalità dell'Obamacare, la riforma sanitaria varata dal presidente americano nel 2010, ma con alcune modifiche.
Nei meandri dell’Obamacare si annidano decine di potenziali contraddizioni che si appigliano a svariati cavilli giuridici, ma al cuore dello scontro c’è l’“individual mandate”, cioè l’obbligo per ogni americano, decretato dal Congresso e controfirmato dal presidente, di acquistare un’assicurazione medica. Ridotta nei suoi termini culturali e filosofici la contesa si riassume così: può lo stato americano obbligare i cittadini ad acquistare un qualsivoglia prodotto, anche se paternalisticamente orientato al bene di chi lo acquista? A quanto pare la Corte suprema ha detto sì.
Le legge, che entrerà in vigore nel 2014, riguarda la copertura sanitaria di oltre 30 milioni di cittadini e ha avuto 5 voti favorevoli sui 9 disponibili. Decisivo si è rivelato il voto del presidente John Roberts, conservatore, e colui che ha scritto la sentenza. Con questa sentenza le compagnie assicurative e loro polizze, intorno cui ruotava l'intero sistema previdenziale americano, non potranno rifiutarsi di assicurare chi già si trovi in precarie condizioni di salute nè tantomeno porre un tetto alla copertura delle spese mediche. Dalla riforma sono estromessi gli anziani e le persone a basso reddito per cui erano già previsti programmi di copertura quali il Mediacre e il Medicaid.
"E' una vittoria per tutto il popolo americano", così il presidente Obama ha accolto l'approvazione della riforma in un discorso alla nazione, "continueremo a implementare e migliorare le le leggi in materia sanitaria. La riforma sanitaria deve essere ora attuata pienamente, non si torna più indietro". A Obama ha replicato il candidato repubblicano Mitt Romney che ha definito la riforma "una cattiva legge" promettendone l'abrogazione in caso di elezione.
Favorevoli anche le reazoni dei mercati con le azione delle aziende della sanità - Hospital Corp. of America, Quest Diagnostic, UnitedHealth Group, WellPoint - che hanno fatto subito registrare impennate dai 3 ai 7 punti.