Il Papa e i turchi. Cosa racconta Napolitano sulla minoranza Pd

13 AGO 20
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Al direttore - E’ accettabile la posizione di agnosticismo autoimposto dal governo, stando alle dichiarazioni di un sottosegretario, sulla questione del genocidio degli armeni? Non credo che l’esecutivo debba intromettersi in dispute di carattere religioso; ma in questo caso siamo ben oltre questo tipo di dispute. Accogliendo una tale linea, cosa (non) si dirà in futuro di altri genocidi successivi al predetto? Li si consegnerà solo agli storici? O non piuttosto allo “ius gentium” si opporrà, seguendo il predetto sottosegretario, una versione massimamente deteriorata e sfigurata di machiavellismo, che sceglie quando si può parlare e quando no? Veramente non si può urtare la sensibilità di un governo estero se quest’ultimo può servire, per esempio, nell’agire contro l’Isis o come partner nello sviluppo di rapporti economici? Obiettivi senz’altro di grande rilievo; ma pure tali da suggerire una poco dignitosa autocensura? Non si tratta di intervenire ad adiuvandum del discorso del Papa, che non ha certo bisogno dell’appoggio, ma di affermare una linea che evoca, sia pure per una piccola parte, i valori di indipendenza e di dignità nazionali.
Angelo De Mattia
Al direttore - Leggo che la minoranza del Pd ha intenzione di far saltare la legge elettorale. O almeno, così dice. Ci sono possibilità? Che cosa vuole davvero?
Luca Taidei
Ieri in effetti la minoranza del Pd questo ha detto: se non cambiamo la legge elettorale, la legge elettorale non la voteremo. Personalmente dubito che la minoranza del Pd riesca a ottenere qualcosa. In fondo ha già ottenuto molto di ciò che aveva chiesto (soglia di accesso più bassa per i piccoli partiti, oggi siamo al 3 per cento, prima era al 5; soglia di sbarramento più alta per accedere al premio di maggioranza al primo turno, oggi siamo al 40, prima era al 38). Ma il vero punto è che Renzi non si fida della minoranza del Pd. E non si fida della promessa che viene fatta oggi: caro Renzi, se cambi la legge elettorale come diciamo noi (più preferenze), ti promettiamo che quando la legge sarà in Senato noi saremo compatti con te. La ragione per cui Renzi non si fida della minoranza del Pd la racconta da qualche giorno ad alcuni colleghi parlamentari e ad alcuni suoi amici personali l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Napolitano dice che quando era presidente spesso la minoranza andava da lui per chiedere a Renzi modifiche ad alcune leggi. Ogni volta che succedeva, Renzi diceva a Napolitano: presidente, d’accordo, ma guardi che se concediamo questo, non si fermeranno più. Napolitano invece diceva a Renzi che la minoranza si sarebbe accontentata. Bon. Dopo la prima richiesta, a Napolitano ne arriva una seconda sulla stessa legge. E poi una terza. E quindi una quarta. Al quinto intervento, sempre sulla stessa legge, chiesto a Napolitano, l’ex presidente della Repubblica andò da Renzi e gli disse: presidente, ha ragione, di questa minoranza non ci si può fidare. Mi pare chiaro no?
Al direttore - I bene informati mi dicono che dopo la lettura dei primi dispacci d’agenzia sulla sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, dispacci che più o meno recitavano “condanna Contrada illegittima” e “l’Italia paghi risarcimento di 10.000 euro”, pare e dico pare, sia esploso l’entusiasmo tra i contradaioli di varie città. Al momento però non è chiaro a quale Contrada si fa riferimento e soprattutto quale Italia deve provvedere al risarcimento. Sicuramente sui giornali di domani (oggi per chi legge) la faccenda sarà maggiormente definita, nel frattempo provo a chiedere lumi, ovviamente via social, a qualche esperto di sentenze europee, tipo qualche deputato-presidente di partito, oppure a qualche ex magistrato.
Valerio Gironi
Il concorso esterno in associazione mafiosa è uno di quei reati fatti apposta per dare ai magistrati e ai giudici la possibilità di dimostrare qualcosa che non riescono a dimostrare con le prove vere. E quando si parla di discrezionalità e arbitrarietà della magistratura, il concorso esterno è uno degli ingredienti di questa zuppa.
Al direttore - E alla fine anche Bergoglio si è accorto che, nel mondo, i cristiani sono perseguitati e sterminati. Meglio tardi che mai?
Enrico Venturoli
E il fatto che anche Erdogan si sia molto indispettito, ieri, sul tema del genocidio degli armeni, è una medaglia per il Papa (speriamo solo che non ritratti).