I primi messaggi di Bersani a Vendola
“Una grandissima soddisfazione personale e politica”, queste le prime parole di Pier Luigi Bersani il giorno dopo le primarie del centrosinistra. “Credo che si possa dire che questa vicenda rimette in moto la politica italiana, perché si vede la forza delle energie democratiche nel paese, la voglia di esserci e di contare”, ha poi aggiunto Bersani durante l’incontro con la stampa tenutosi a Piacenza. “Sono Bersani – ha poi sottolineato – e faccio anche il segretario del Pd. Mi sono cavato un paio di soddisfazioni”.
13 AGO 20

“Una grandissima soddisfazione personale e politica”, queste le prime parole di Pier Luigi Bersani il giorno dopo le primarie del centrosinistra. “Credo che si possa dire che questa vicenda rimette in moto la politica italiana, perché si vede la forza delle energie democratiche nel paese, la voglia di esserci e di contare”, ha poi aggiunto Bersani durante l’incontro con la stampa tenutosi a Piacenza. “Sono Bersani – ha poi sottolineato – e faccio anche il segretario del Pd. Mi sono cavato un paio di soddisfazioni”.
Tornando sulla giornata appena conclusa Bersani ha poi ribadito come le primarie rappresentino “una promessa anche per il futuro, ci lavoreremo su e continueremo a insistere nella chiave della partecipazione e di un messaggio veritiero”. Giudizi positivi il segretario del Pd li ha anche riservati per il suo risultato, “un dato molto, molto soddisfacente, ci avrei messo dieci firme quando si partì”, e soddisfazione è trapelata anche per il “dato molte forte che viene dalle grandi città e nel sud” parte di u risultato più grande che “per me è assai incoraggiante” e che fa guardare all’appuntamento di domenica “con fiducia”.
Sul risultato di domenica, sullo scenario che attenderà il partito all’indomani del ballottaggio fra lui e Matteo Renzi, il segretario del Pd è stato chiaro: “Dal giorno dopo saremo in condizione, assieme, di cominciare la strada che ci porta alle elezioni – ha detto Bersani - che saranno un passaggio storico". Non è mancata poi una piccola stoccata al suo rivale, con cui “ci siamo scritti cose buone” ma che secondo Bersani ha “un difettuccio che va corretto: dice ‘noi’ e ‘loro’, ma c’è solo ‘noi’, siamo tutti noi, siamo questa grandissima squadra”. “Loro – ha poi aggiunto il segretario del Pd - è Berlusconi, è la destra. Ora sono un po’ in confusione, ma qualcosa faranno. Non ci mancheranno gli avversari”, ha infine concluso.
Introducendo i temi in vista del ballottaggio di domenica, Bersani ha insistito sulla parola “cambiamento” “che non si fa a chiacchiere, ma bisogna che avvenga su dei fatti, accettando delle sfide e questa sarà la chiave delle cose che andrò a dire e dirò agli italiani”. "Io voglio dare questa cifra, questa indicazione fondamentale: - ha aggiunto Bersani - un cambiamento non a chiacchiere. Credo di avere l’esperienza e anche la determinazione per andare avanti in una strada di cambiamento di cui paese ha bisogno. Il cambiamento va fatto con coraggio e bisogna saper dove mettere le mani".
Le ultime battute di Bersani sono per Nichi Vendola con cui Bersani, senza voler “aprire tavoli o tavolini” ha in comune “evidenti punti di assonanza e convergenza come la"centralità del lavoro e la precarietà".
Tornando sulla giornata appena conclusa Bersani ha poi ribadito come le primarie rappresentino “una promessa anche per il futuro, ci lavoreremo su e continueremo a insistere nella chiave della partecipazione e di un messaggio veritiero”. Giudizi positivi il segretario del Pd li ha anche riservati per il suo risultato, “un dato molto, molto soddisfacente, ci avrei messo dieci firme quando si partì”, e soddisfazione è trapelata anche per il “dato molte forte che viene dalle grandi città e nel sud” parte di u risultato più grande che “per me è assai incoraggiante” e che fa guardare all’appuntamento di domenica “con fiducia”.
Sul risultato di domenica, sullo scenario che attenderà il partito all’indomani del ballottaggio fra lui e Matteo Renzi, il segretario del Pd è stato chiaro: “Dal giorno dopo saremo in condizione, assieme, di cominciare la strada che ci porta alle elezioni – ha detto Bersani - che saranno un passaggio storico". Non è mancata poi una piccola stoccata al suo rivale, con cui “ci siamo scritti cose buone” ma che secondo Bersani ha “un difettuccio che va corretto: dice ‘noi’ e ‘loro’, ma c’è solo ‘noi’, siamo tutti noi, siamo questa grandissima squadra”. “Loro – ha poi aggiunto il segretario del Pd - è Berlusconi, è la destra. Ora sono un po’ in confusione, ma qualcosa faranno. Non ci mancheranno gli avversari”, ha infine concluso.
Introducendo i temi in vista del ballottaggio di domenica, Bersani ha insistito sulla parola “cambiamento” “che non si fa a chiacchiere, ma bisogna che avvenga su dei fatti, accettando delle sfide e questa sarà la chiave delle cose che andrò a dire e dirò agli italiani”. "Io voglio dare questa cifra, questa indicazione fondamentale: - ha aggiunto Bersani - un cambiamento non a chiacchiere. Credo di avere l’esperienza e anche la determinazione per andare avanti in una strada di cambiamento di cui paese ha bisogno. Il cambiamento va fatto con coraggio e bisogna saper dove mettere le mani".
Le ultime battute di Bersani sono per Nichi Vendola con cui Bersani, senza voler “aprire tavoli o tavolini” ha in comune “evidenti punti di assonanza e convergenza come la"centralità del lavoro e la precarietà".