"Sciopero illegale"
Governo turco pronto a schierare l'esercito. Erdogan: "Non riconosco il Parlamento Ue"
"Non riconosco questo parlamento dell'Unione europea". Lo ha detto il premier turco Recep Tayyip Erdogan, riferendosi alla risoluzione critica nei confronti della repressione delle proteste in corso in Turchia, approvata la scorsa settimana dall'assemblea Ue. "La Turchia - ha proseguito il premier, citato dall'agenzia Anadolu - non e' un paese la cui agenda politica può essere definita da altri. La Turchia oggi definisce da sé la sua agenda politica".
13 AGO 20

"Non riconosco questo parlamento dell'Unione europea". Lo ha detto il premier turco Recep Tayyip Erdogan, riferendosi alla risoluzione critica nei confronti della repressione delle proteste in corso in Turchia, approvata la scorsa settimana dall'assemblea Ue. "La Turchia - ha proseguito il premier, citato dall'agenzia Anadolu - non e' un paese la cui agenda politica può essere definita da altri. La Turchia oggi definisce da sé la sua agenda politica"
"Non elogiate la crudeltà - è stato l'appello di Erdogan - ma state dalla parte degli oppressi. Sono contro chiunque cerchi di violare il mio spazio di libertà. Riusciremo a convincere coloro che hanno intenzioni ostili nei confronti della Turchia".
"Non elogiate la crudeltà - è stato l'appello di Erdogan - ma state dalla parte degli oppressi. Sono contro chiunque cerchi di violare il mio spazio di libertà. Riusciremo a convincere coloro che hanno intenzioni ostili nei confronti della Turchia".
Il ministro dell'Interno turco, Muammer Guler, ha avvertito che il previsto sciopero a livello nazionale in segno di protesta per le violenze della polizia è "illegale". "C'è un tentativo di portare la gente in strada attraverso proteste illegali come uno sciopero", ha detto il ministro parlando ai giornalisti ad Ankara. "Voglio precisare che non sarà permesso", ha ammonito. Lo sciopero generale è stato annunciato da due dei principali sindacati turchi, il Disk (Confederazione dei sindacati progressisti) e il Kesk (Confederazion dei sindacati del settore pubblico) che hanno indetto l'iniziativa in segno di protesta contro l'uso eccessivo della forza da parte della polizia nel disperdere le manifestazioni anti-governative nate dal Gezi Park di Istanbul e allargatesi all'intero paese. L'obiettivo dello sciopero è quello di chiedere che le violenze perpetrate dagli agenti cessino immediatamente. Intanto il governo turco ha minacciato anche l'impiego delle forze armate per reprimere le proteste. E' stato il vicepremier, Bullent Arinc ad annunciarlo: "Quel che ci si chiede è mettere fine alle proteste che sono illegali: c'è la polizia, se non basta c'è la gendarmeria e se ancora non basta ci sono le forze armate. La legge ci dà questa autorità", ha assicurao Arinc.
Al momento, stando a quanto riferito dal Ministro dell'interno Guler, l'esercito non sarebbe stato ancora allertato. Resta problematico il fatto che a minacciare l'intervento dell'esercito sia stato proprio Arinc, che nelle dinamiche interne del AKP era stato fino a questo momento una 'colomba' nei riguardi dei dimostranti a differenza del premier Erdogan, favorevole fin da subito a una soluzione interventista.
Intanto questa mattina la polizia ha levato il divieto di accedere a piazza Taksim, epicentro delle proteste anti-governative e che era stata chiusa dopo lo sgombero forzato di sabato scorsa: la polizia autorizza i pedoni a entrare nella piazza, ma la circolazione dei veicoli continua ad essere limitata; è stata riaperta anche la stazione metro nella piazza, mentre continua a essere isolato parco Gezi, dove non permette l'accesso.
Centinaia di migliaia sono i lavoratori intenzionati ad aderire allo sciopero che avrà conseguenze sul funzionamento di scuole, ospedali e uffici pubblici. Allo sciopero generale hanno aderito anche sigle sindacali minori, come quelle della categoria dei medici, degli ingegneri e dei dentisti.
''Il governo dell'Akp ha lanciato un'offensiva contro la nazione, che rifiuta di abbandonare i suoi diritti e la sua libertà portando avanti una resistenza continua'', si legge in un comunicato diffuso dalle sigle che hanno organizzato lo sciopero.
Tra le richieste dei manifestanti, la tolleranza e sostegno alla popolazione nelle piazze per una "Turchia più egualitaria, libera e democratica''.
LA CRONACA DI IERI - Anche ieri a Istanbul la polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i manifestanti per impedire loro di entrare in piazza Taksim, sgomberata dagli agenti. 441 persone sono state arrestate, secondo i dati diffusi dall'Ordine degli Avvocati turchi. Tra questi, anche un fotografo italiano, Daniele Stefanini, livornese di 28 anni. Ne ha dato notizia SkyTg24.