Wisconsin

Per molti anni, la tradizione politica del Wisconsin non è stata né repubblicana né democratica, ma semplicemente progressive. Il simbolo di questo dominio è stata la dinastia fondata da Robert LaFollette all’inizio del XX secolo e proseguita dai figli Robert Jr. e Philip fino agli anni Quaranta. Con lo spostamento a sinistra dei democratici, questa tradizione si è saldamente integrata nel partito. di Larry Silverbud
12 AGO 20
Immagine di Wisconsin
Per molti anni, la tradizione politica del Wisconsin non è stata né repubblicana né democratica, ma semplicemente progressive. Il simbolo di questo dominio è stata la dinastia fondata da Robert LaFollette all’inizio del XX secolo e proseguita dai figli Robert Jr. e Philip fino agli anni Quaranta. Con lo spostamento a sinistra dei democratici, questa tradizione si è saldamente integrata nel partito, ma il Badger State ha conservato una certa allergia alle ortodossie che ne ha reso poco prevedibile il comportamento elettorale. Nel 2010, i democratici rischiano di subire alcuni duri colpi. Dopo un prolungato calo di popolarità, il governatore James E. Doyle ha deciso di non ripresentarsi, spianando la strada al repubblicano Scott Walker, che sta (per ora) dominando il “derby di Milwaukee” con l’ex sindaco Tom Barrett.
A sorpresa (ma neppure troppo), i democratici rischiano di perdere anche il seggio senatoriale di Russ Feingold, che sta faticando moltissimo contro l’imprenditore Ron Johnson. E a completare il quadro di una disfatta annunciata, ci sono anche i due distretti più settentrionali della Camera – il settimo e l’ottavo – entrambi lasciati “open” da congressmen democratici, in cui i repubblicani Sean Duffy e Reid Ribble sono costantemente in testa nei sondaggi.
di Larry Silverbud