Tremonti, who?

Giulio Tremonti ieri ha presentato la manovra economica, prima in Europa, parlando a un vertice Ocse, e solo dopo in Italia. Il ministro dell’Economia sembra così confermare, tra le altre cose, una vocazione internazionale che forse corrisponde, da parte di osservatori e politici stranieri, a un interesse particolare nei suoi confronti. Il Monde ieri, per esempio, ha dedicato una pagina alla manovra italiana e un articolo con foto per il solo Giulio Tremonti. Leggi Tremonti, chi? - Leggi Il Cav. e Tremonti si mostrano uniti e fieri contro la speculazione
12 AGO 20
Immagine di Tremonti, who?
Giulio Tremonti ieri ha presentato la manovra economica, prima in Europa, parlando a un vertice Ocse, e solo dopo in Italia. Il ministro dell’Economia sembra così confermare, tra le altre cose, una vocazione internazionale che forse corrisponde, da parte di osservatori e politici stranieri, a un interesse particolare nei suoi confronti. Il Monde ieri, per esempio, ha dedicato una pagina alla manovra italiana e un articolo con foto per il solo Giulio Tremonti. Ma che ne pensano sul serio del nostro ministro economico gli opinionisti e i corrispondenti della stampa internazionale? E’ possibile immaginare la leadership di governo affidata a Tremonti? A Steven Erlanger, del New York Times, per citare uno tra i giornalisti stranieri più attenti, Tremonti non sembra piacere molto; mentre Philippe Ridet del Monde tratteggia luci e ombre del ministro e delle sue ambizioni. Ma la verità che emerge nella media degli osservatori stranieri raggiunti dal Foglio è che in Europa – almeno così pare – Tremonti va forte.

“Ho sempre ritenuto Giulio Tremonti un uomo intelligente e capace anche di una certa profondità di pensiero”, dice Erlanger. “Sono convinto che anche i suoi colleghi europei, gli altri ministri dell’Economia, gli riconoscano queste precise qualità. Ma nutro qualche perplessità sul suo modello di leadership”. Ovvero? “In generale ritengo problematico il suo atteggiamento di resistenza antimercatista. La libertà di mercato è un valore. Per fare un esempio concreto, ho trovato pernicioso il modo in cui Berlusconi e il suo governo si sono opposti alla vendita della compagnia aerea Alitalia. Ma c’è anche un’altra questione”, conclude il corrispondente per l’Europa del New York Times: “Tremonti sostiene che l’intero sistema sociale italiano debba essere modificato, rivoluzionato. Ora, noi vorremmo anche capire come sia possibile farlo senza imporre nuove tasse e senza provocare tumulti politici e sociali”.

Philippe Ridet, del Monde, ha una visione articolata e forse un po’ politicista del fenomeno Tremonti. “E’ chiaro che il ministro dell’Economia stia conducendo un proprio gioco tutto politico”, spiega. “In termini assoluti, riferendosi al suo mestiere quotidiano, si può dire che sia un ministro responsabile e sostanzialmente allineato sulle posizioni dei propri colleghi europei. In termini relativi, la prospettiva di osservazione cambia così come il risultato dell’osservazione”. Che vuol dire? “In questo secondo caso, Tremonti risulta interessante perché mette in gioco il proprio futuro e la propria carriera politica italiana proiettandosi interamente sullo scacchiere europeo e internazionale”. Questo benché le leadership si formino, di solito, all’interno di un paese e soltanto dopo si possano arricchire, semmai, di simpatie internazionali. Insomma, secondo Ridet, Tremonti sarebbe una specie di esperimento politologico: “Mentre Silvio Berlusconi gioca quasi soltanto sul fronte interno, Tremonti lancia un’opa di leadership futura cercando di conquistare il fronte esterno, un posto in cui gode di una discreta nomea”. Ridet pare posizionarsi tra quelli che riconoscono una sorta di dualismo tra il ministro e il presidente del Consiglio. Il corrispondente del Monde lo dice apertamente: “Berlusconi sembra muoversi come uno che ha di fronte a sé una prospettiva di tre anni. Tremonti invece non ha fretta, mira alla successione lunga. Non in alternativa a Berlusconi”.

Jörg Bremer, corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung, parla quasi da fan di Tremonti: “Il vostro ministro dell’Economia oggi appare all’estero come il rappresentante della ‘Ragione’ in Italia. E in effetti ha ‘ragione’ a dare alle Borse il segnale che tutti gli stati europei, sotto tensione, dovrebbero mostrare. D’altra parte, l’impressione generale è che Roma stia usando ricette che solo ieri erano considerate impossibili. Si tratta di gesti anche coraggiosi, che potrebbero persino rafforzare qualsiasi genere di progetto Tremonti stia immaginando per il suo futuro. In queste ore, agendo così, non c’è dubbio che Tremonti stia consolidando il proprio potere anche nei confronti del capo del governo”.

Il direttore della Zeit, Josef Joffe, si sottrae a giudizi sul possibile futuro da leader di Tremonti. Razionalmente, considera prioritario valutarne i rapporti di forza interni al governo e l’azione in politica economica. Joffe è lapidario: “Tremonti è coraggioso, Berlusconi no. Ma la questione si gioca tutta su un punto: Tremonti, col suo programma di risparmi per 24 miliardi, riuscirà davvero a ridurre il deficit entro il 3 per cento? Come farà a tagliare le enormi rendite, legate alla sovraoccupazione nel servizio pubblico e ai costi esorbitanti della sanità? Ha coraggio, ma rischia. Il governo Berlusconi ha sempre promesso riforme drastiche, senza realizzarne nessuna. Non credo sia cambiato molto. Una cosa è certa, il governo oggi poggia su gambe più deboli di prima”.