Dove si vince il Midterm/ 12
Michigan
La storia elettorale del Michigan è cambiata con gli scioperi degli anni Trenta, che hanno trasformato uno degli stati più repubblicani dell’Unione (71 per cento per Hoover nel 1928) in uno swing state con forti scivolamenti a sinistra. Il Wolverine State è nettamente diviso in tre: da una parte Detroit, bastione democratico; dall’altra le contee outer state, che hanno conservato la loro tradizione repubblicana; in mezzo i sobborghi, che oscillano fra i due partiti e che in genere decidono chi vince (e chi perde). di Larry Silverbud
12 AGO 20

La storia elettorale del Michigan è cambiata con gli scioperi degli anni Trenta, che hanno trasformato uno degli stati più repubblicani dell’Unione (71 per cento per Hoover nel 1928) in uno swing state con forti scivolamenti a sinistra. Il Wolverine State è nettamente diviso in tre: da una parte Detroit, bastione democratico; dall’altra le contee outer state, che hanno conservato la loro tradizione repubblicana; in mezzo i sobborghi, che oscillano fra i due partiti e che in genere decidono chi vince (e chi perde). Nel 2010, dopo il ritiro della sempre meno popolare Jennifer M. Granholm, i repubblicani hanno ottime possibilità di riconquistare la poltrona di governatore: l’imprenditore-maverick Rick Snyder ha 15-20 punti di vantaggio sul democratico Virg Bernero, sindaco di Lansing.
Anche alla Camera, il Gop punta a un paio di pick-up. Molto probabile quello di Gary McDowell nel primo distretto che comprende tutta la upper peninsula, nel seggio lasciato libero da Bart Stupak (quello dell’emendamento anti-aborto sulla riforma sanitaria). Discrete chance anche per Tim Walberg che cerca la rivincita contro Mark Schauer nel settimo distretto. Meno probabili, ma non impossibili, le vittorie repubblicane anche nel nono e nel 15° distretto. Ma in questo caso si dovrebbe parlare di un massacro.
di Larry Silverbud