Melfi c’è
La cassa integrazione a rotazione per i lavoratori della Fiat di Melfi è stata concordata tra l’azienda, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze aziendali (tranne la Fiom che si è esclusa dalla contrattazione) senza tensioni e senza traumi. Nei prossimi due anni proseguirà la produzione della Punto, mentre si attrezzeranno le linee per i due nuovi modelli che usciranno dal 2014. Il segretario della Cisl per il gruppo Fiat, Leonardo Burmo, ha sottolineato come l’accordo porti “lavoro e prospettive agli operai”.
12 AGO 20

La cassa integrazione a rotazione per i lavoratori della Fiat di Melfi è stata concordata tra l’azienda, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze aziendali (tranne la Fiom che si è esclusa dalla contrattazione) senza tensioni e senza traumi. Nei prossimi due anni proseguirà la produzione della Punto, mentre si attrezzeranno le linee per i due nuovi modelli che usciranno dal 2014. Il segretario della Cisl per il gruppo Fiat, Leonardo Burmo, ha sottolineato come l’accordo porti “lavoro e prospettive agli operai”. In effetti le denunce allarmistiche che nelle settimane scorse erano state lanciate dalla Fiom-Cgil (parlava di una chiusura dello stabilimento per due anni), e raccolte acriticamente da settori della grande stampa e della politica, si sono dimostrate infondate. Fiat deve reagire a una situazione di mercato severissima, soprattutto nel Vecchio continente, e lo fa cercando di contemperare l’innovazione dei prodotti e dei modelli – come quelli progettati per Melfi e per le officine Maserati di Grugliasco che saranno inaugurate a fine mese – con le tendenze della domanda. Nessuno può dire oggi se questa strategia avrà successo, ma non si può negare che corrisponda a un disegno di internazionalizzazione e rinnovamento perseguito con coerenza da Sergio Marchionne. Avversare per partito preso tutte le scelte del Lingotto, fino a scambiare per una catastrofe le sospensioni temporanee di linee sottoposte a rinnovamento e trasformazione, non è solo ingiustificato, è anche autolesionista. Lanciare apocalittici allarmi infondati, tra l’altro, rende meno credibili le critiche che si possono e si debbono esprimere su casi fondati.