Tra il Messico il Colle
Letta: "Ci sono le condizioni per tornare a crescere nel 2014"
"Il 2014 è per noi un anno fondamentale, il primo che non comincia con l’emergenza finanziaria e in cui ci sono opportunità per la crescita”. E' quanto ha dichiarato il premier Enrico Letta, intervistato in Messico dalla tv spagnola Televisa. A poche ore di distanza dall’intervento del premier, Matteo Renzi è intanto salito al Quirinale per un colloquio privato con il capo dello stato, Giorgio Napolitano. Ferrara Perché adesso la tentazione di Napolitano è scaricare l'inutile Letta
12 AGO 20

"Il 2014 è per noi un anno fondamentale, il primo che non comincia con l’emergenza finanziaria e in cui ci sono opportunità per la crescita”. E' quanto ha dichiarato il premier Enrico Letta, intervistato in Messico dalla tv spagnola Televisa. A poche ore di distanza dall’intervento del premier, Matteo Renzi è intanto salito al Quirinale per un colloquio privato con il capo dello stato, Giorgio Napolitano.
Per Letta “la crisi obbligherà noi europei e italiani a mettere in campo strumenti efficaci”. In Europa, avverte il primo ministro, “finirà la legislatura dell’austerità e comincerà quella della crescita”. Anche l’Italia dovrà “fare la sua parte: ci sono le condizioni per cui il rinnovato impegno italiano sul lavoro e sulla crescita possa aiutare l’Europa a ripartire”.
Soffermandosi ancora sulla lunga stagione di crisi vissuta dall’Europa, Letta ha voluto sottolineare come la causa maggiore sia stata la “poca Europa” e non, come in molti hanno sostenuto, l’Unione europea. "Oggi questa lezione si è imparata sia in Europa che in Italia", un esempio è la decisione comunitaria di dicembre di mettere in campo l'unione bancaria perché l'Europa non si trovi più, come in passato, "senza strumenti di protezione per evitare il disastro".
Criminalità organizzata ed evasione fiscale sono i punti su cui serve maggiore “cooperazione internazionale”, ha aggiunto Letta, ricordando come “al G20 di San Pietroburgo abbiamo insistito molto sulla lotta all’evasione fiscale e a livello internazionale dobbiamo proseguire su questa linea”.
Per Letta “la crisi obbligherà noi europei e italiani a mettere in campo strumenti efficaci”. In Europa, avverte il primo ministro, “finirà la legislatura dell’austerità e comincerà quella della crescita”. Anche l’Italia dovrà “fare la sua parte: ci sono le condizioni per cui il rinnovato impegno italiano sul lavoro e sulla crescita possa aiutare l’Europa a ripartire”.
Soffermandosi ancora sulla lunga stagione di crisi vissuta dall’Europa, Letta ha voluto sottolineare come la causa maggiore sia stata la “poca Europa” e non, come in molti hanno sostenuto, l’Unione europea. "Oggi questa lezione si è imparata sia in Europa che in Italia", un esempio è la decisione comunitaria di dicembre di mettere in campo l'unione bancaria perché l'Europa non si trovi più, come in passato, "senza strumenti di protezione per evitare il disastro".
Criminalità organizzata ed evasione fiscale sono i punti su cui serve maggiore “cooperazione internazionale”, ha aggiunto Letta, ricordando come “al G20 di San Pietroburgo abbiamo insistito molto sulla lotta all’evasione fiscale e a livello internazionale dobbiamo proseguire su questa linea”.