La buonuscita del Cav.
Silvio Berlusconi ha perso molte battaglie di recente – nelle corti di giustizia, alle urne, e mercoledì nel dibattito al Senato, dove è stato costretto ad abbandonare il tentativo di far cadere il governo del primo ministro Enrico Letta. Berlusconi è stato dato per spacciato già più volte in queste anni, e tutte le volte è tornato più forte di prima. Ma il fallimento di mercoledì potrebbe segnare davvero il momento in cui il Cavaliere lascerà il centro della scena politica italiana. Berlusconi mercoledì aveva forzato un voto di fiducia facendo leva nel fine settimana sulle dimissioni dei cinque ministri del governo che militano nel Pdl. Merlo L’artiglio vellutato dell’Alfan fatal
12 AGO 20

Silvio Berlusconi ha perso molte battaglie di recente – nelle corti di giustizia, alle urne, e mercoledì nel dibattito al Senato, dove è stato costretto ad abbandonare il tentativo di far cadere il governo del primo ministro Enrico Letta. Berlusconi è stato dato per spacciato già più volte in queste anni, e tutte le volte è tornato più forte di prima. Ma il fallimento di mercoledì potrebbe segnare davvero il momento in cui il Cavaliere lascerà il centro della scena politica italiana. Berlusconi mercoledì aveva forzato un voto di fiducia facendo leva nel fine settimana sulle dimissioni dei cinque ministri del governo che militano nel Pdl. Ma davanti a una rivolta nel Popolo della libertà ha sostenuto Letta piuttosto che vedere il suo partito spaccarsi. Letta ha ottenuto la fiducia con facilità. Resta da vedere se questo sarà abbastanza per salvare il partito, ma quanto successo fa pensare che Berlusconi non sia più solo al comando.
Berlusconi è diventato il portabandiera del centrodestra italiano nel 1994 dopo che gli scandali avevano distrutto la Democrazia cristiana, che dominava la politica italiana dalla Seconda guerra mondiale. In mezzo a un clima di corruzione politica pervasiva, Berlusconi si è presentato come un outsider: un miliardario partito dal nulla, ammiratore di Thatcher e Reagan, che prometteva di rilanciare le imprese italiane ridimensionando il governo, abbassando le tasse, togliendo vincoli al mercato del lavoro e deregolamentando l’economia.
Era una visione grandiosa e affascinante, ma Berlusconi non è mai arrivato a trasformare le promesse in realtà. Nel suo ultimo mandato, finito nel 2011, la sua azione politica si è concentrata soprattutto sul rimanere al potere ed evitare il carcere. Ad agosto, dopo anni di appelli e di procedimenti andati a vuoto su una infinita serie di accuse, Berlusconi è stato condannato a un anno di prigione per evasione fiscale, che probabilmente sconterà ai servizi sociali per via dell’età.
Il Senato stava per decidere sulla sua decadenza dalla carica quando Berlusconi ha provocato la crisi politica che ha portato al voto di mercoledì.
La buona notizia per l’Italia è che il messaggio di Berlusconi sull’abbassamento delle tasse e la liberalizzazione del mercato del lavoro non è stato compromesso dai suoi affari personali. Parlando mercoledì al Senato il primo ministro Letta – un ex democristiano ora membro dell’ex comunista Partito democratico – ha promesso di tagliare le tasse e promuovere riforme economiche e istituzionali. Letta ha anche lodato la relativa stabilità politica dei primi due decenni del Dopoguerra. Nel 2006, Berlusconi divenne il primo premier italiano a completare per intero il suo mandato. Ma nel futile tentativo di assicurarsi la rielezione, promosse una legge elettorale sconsiderata che danneggia ancora oggi la politica italiana. Una nuova legge elettorale che avesse rafforzato il legame tra gli elettori e gli eletti avrebbe ridotto il potere dei partiti e reso i politici più responsabili davanti agli elettori.
La buona notizia per l’Italia è che il messaggio di Berlusconi sull’abbassamento delle tasse e la liberalizzazione del mercato del lavoro non è stato compromesso dai suoi affari personali. Parlando mercoledì al Senato il primo ministro Letta – un ex democristiano ora membro dell’ex comunista Partito democratico – ha promesso di tagliare le tasse e promuovere riforme economiche e istituzionali. Letta ha anche lodato la relativa stabilità politica dei primi due decenni del Dopoguerra. Nel 2006, Berlusconi divenne il primo premier italiano a completare per intero il suo mandato. Ma nel futile tentativo di assicurarsi la rielezione, promosse una legge elettorale sconsiderata che danneggia ancora oggi la politica italiana. Una nuova legge elettorale che avesse rafforzato il legame tra gli elettori e gli eletti avrebbe ridotto il potere dei partiti e reso i politici più responsabili davanti agli elettori.
Per quanto riguarda l’economia, il debito pubblico italiano viaggia verso il 140 per cento del pil. I sindacati continuano a opporsi alle liberalizzazioni del mercato del lavoro, ma la maggior parte degli italiani sembra aver capito che leggi che rendono quasi impossibile licenziare i dipendenti rendono altrettanto difficile assumerli. Se il centrodestra tornerà al potere (probabilmente guidato da qualcuno che non sarà Berlusconi), dovrà ricordare che solo le riforme in favore della crescita possono aumentare l’occupazione, tagliare il debito e resistere alle pressioni di Bruxelles per aumentare le tasse in nome della disciplina di bilancio. Berlusconi ha dimostrato che un politico italiano può candidarsi e vincere con una piattaforma di idee serie per migliorare l’economia italiana. Forse Enrico Letta o qualche altro leader politico italiano potrà fare lo stesso, magari libero dagli scandali personali. (Copyright Wall Street Journal - per gentile concessione di MF/Milano Finanza)