Illinois

Se appena un anno fa qualche analista avesse ipotizzato un Illinois – cuore pulsante della political machine democratica e obamiana – terra di conquista repubblicana alle elezioni di midterm, il suddetto analista sarebbe stato internato nel manicomio più affollato di Chicago. Oggi, invece, questa psichedelica previsione rischia di trasformarsi in realtà. Patt Quinn, vice dell’ex governatore (licenziato con impeachment) Rod Blagojevich, è in gravissima sofferenza contro il semisconosciuto Bill Brady. di Larry Silverbud
12 AGO 20
Immagine di Illinois
Se appena un anno fa qualche analista avesse ipotizzato un Illinois – cuore pulsante della political machine democratica e obamiana – terra di conquista repubblicana alle elezioni di midterm, il suddetto analista sarebbe stato internato nel manicomio più affollato di Chicago. Oggi, invece, questa psichedelica previsione rischia di trasformarsi in realtà. Patt Quinn, vice dell’ex governatore (licenziato con impeachment) Rod Blagojevich, è in gravissima sofferenza contro il semisconosciuto Bill Brady. Al Senato, il seggio lasciato “open” dal democratico Roland W. Burris (nominato da Blagojevich dopo l’elezione alla Casa Bianca di Obama, che nel 2004 vinse con il 70 per cento dei voti) si è trasformato in uno dei toss-up più emozionanti di tutta la campagna elettorale. Come se non bastasse, il Gop punta a un numero considerevole di pick-up alla Camera. Quasi certo quello nell’undicesimo distretto (a sud di Chicago) da parte del giovane veterano della guerra in Iraq, Adam Kinzinger, ai danni di Debbie Halvorson. Buone possibilità anche nel 14° distretto (sobborghi occidentali di Chicago) con Randy Hultgren contro il freshman Bill Foster, e nel 17° (Rock Island e West Central Illinois) con Bobby Schilling opposto all’ultra liberal Phil Hare.
Il capolavoro finale, poi, si concretizzerebbe se il repubblicano Robert Dold riuscisse a difendere (contro Dan Seals) il seggio del decimo distretto lasciato vacante da Kirk. Se così fosse, il Gop potrebbe riuscire – contemporaneamente – a strappare ai democratici del Prairie State un governatore, un senatore e tre seggi alla Camera (passando da 7-12 a 10-9). Niente male, per lo stato simbolo di Obamaland.
di Larry Silverbud