L’agenda dell’Aquila
Il piano del Cav. per il G8 e le sorprese di Tremonti nel ruolo di supersherpa
Efficacia, concretezza, inclusività. Queste le parole d’ordine che il Cav., e d’accordo con lui gli sherpa italiani, vogliono siano associate al G8 che si terrà all’Aquila dall’8 al 10 luglio. Obiettivo ambizioso, se si considera la vastità dei dossier sul tavolo: cambiamento climatico, energia e ambiente, poi la regolamentazione del sistema economico-finanziario, infine salute, sicurezza alimentare e aiuti ai paesi in via di sviluppo. A questi va aggiunta l’attualità internazionale: l’Iran, invitato ma poi non arrivato al G8 degli Esteri di Trieste, e la stabilizzazione della regione Afghanistan Pakistan.
12 AGO 20

Efficacia, concretezza, inclusività. Queste le parole d’ordine che il Cav., e d’accordo con lui gli sherpa italiani, vogliono siano associate al G8 che si terrà all’Aquila dall’8 al 10 luglio. Obiettivo ambizioso, se si considera la vastità dei dossier sul tavolo: cambiamento climatico, energia e ambiente, poi la regolamentazione del sistema economico-finanziario, infine salute, sicurezza alimentare e aiuti ai paesi in via di sviluppo. A questi va aggiunta l’attualità internazionale: l’Iran, invitato ma poi non arrivato al G8 degli Esteri di Trieste, e la stabilizzazione della regione Afghanistan Pakistan.
Sul primo macro-capitolo, il clima, gli osservatori internazionali – e lo stesso governo italiano – scommettono che un appoggio non di facciata verrà dal presidente Barack Obama. Forte dell’approvazione di una legge sul clima nel proprio paese, è probabile – secondo ambienti della Farnesina – che il presidente americano condividerà assieme a Berlusconi il ruolo di chairman quando si discuterà del tema. Ma un accordo tra gli otto, per quanto forte, non sarà comunque sufficiente in vista del Summit delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a dicembre a Copenaghen, da alcune fonti definito “l’appuntamento internazionale dell’anno”. Altri paesi emergenti dovranno mettersi attorno al tavolo. Per questo si auspica soccorra l’inclusività dell’appuntamento aquilano. Berlusconi ha infatti fortemente voluto la partecipazione del gruppo dei Cinque – Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa – e considerando che la Russia è giù inclusa tra gli Otto sarà rappresentato anche il cosiddetto gruppo Bric, e infine i membri del Major Economies Forum (Australia, Indonesia, Corea del sud e Danimarca), oltre a Paesi Bassi, Spagna e Turchia.
Si annunciano invece meno rosee le prospettive sul capitolo sanità-sicurezza alimentare-sviluppo. Nonostante la partecipazione di numerosi leader africani – compresa la presidenza di turno libica dell’Unione Africana – è difficile che gli stati impegnino risorse ingenti: la crisi non ha smesso di mordere sui bilanci. Se non altro sarà presentata ufficialmente la proposta del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, della cosiddetta “De-Tax”. Ossia, come ha detto di recente lo stesso inquilino di via XX Settembre, “l’esclusione di un pezzettino dell’imposta degli scambi o delle accise, per noi è l’Iva, affinché i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a paesi dove c’è povertà”.
Sul capitolo della crisi finanziaria, l’esecutivo punta a un comunicato finale che ribadisca l’impegno degli otto a lavorare a un sistema di principi e regole adatto a governare la finanza e l’economia mondiale. Global legal standard, lo ha definito sin dalla prima ora Giulio Tremonti, specificando che si tratta di un insieme di regole, soprattutto giuridiche, cui tutti dovranno attenersi e che non riguarda il solo settore finanziario. Dall’Aquila comunque, in tema di Global legal standard, non uscirà con tutta probabilità nessuna lista di norme internazionali; per questo ormai si è rimandato tutto al G20 di Pittsburgh. Tremonti sul tema ha portato avanti un paziente lavoro riconosciuto all’incontro di febbraio a Roma con i governatori delle Banche centrali, ancora più esplicitamente al vertice dei ministri delle Finanze tenutosi a Lecce il 13 giugno. In sede di G8, secondo la ricostruzione del Foglio, non è esclusa una sua diretta e quindi straordinaria partecipazione, visto che il summit vede in prima fila soltanto i capi di governo. Ma il protocollo – confermano dalla Farnesina – esclude tassativamente la presenza di ministri al tavolo: lui sarà nei paraggi, nel ruolo di supersherpa dell’Economia. Su questo dossier si vocifera di una forma di consultazione popolare legata al Global standard.
L’incontro saltato con Frattini. Ieri il ministro degli Esteri, Franco Frattini, avrebbe dovuto incontrare il premier per coordinare l’agenda Esteri del summit, in mano alla presidenza del Consiglio, ma il temporale su Roma ha impedito il ritorno di Berlusconi in aereo dall’Aquila. Sull’Iran, dice il ministro, ci sarà un redde rationem: “Ma ho deciso di fissare a settembre un G8 intermedio a New York per decidere che cosa fare”. L’obiettivo è “trovare il linguaggio comune su Teheran”. Sul dossier iraniano e oltre, tocca a Russia e America trovare un nuovo terreno comune. Ieri Obama, che lunedì sarà a Mosca, ha invitato la Russia a “rompere con il passato e con l’approccio da Guerra fredda”. Ma in queste ore i carri di Putin si esercitano, guarda caso, al confine con la Georgia.
Sul primo macro-capitolo, il clima, gli osservatori internazionali – e lo stesso governo italiano – scommettono che un appoggio non di facciata verrà dal presidente Barack Obama. Forte dell’approvazione di una legge sul clima nel proprio paese, è probabile – secondo ambienti della Farnesina – che il presidente americano condividerà assieme a Berlusconi il ruolo di chairman quando si discuterà del tema. Ma un accordo tra gli otto, per quanto forte, non sarà comunque sufficiente in vista del Summit delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a dicembre a Copenaghen, da alcune fonti definito “l’appuntamento internazionale dell’anno”. Altri paesi emergenti dovranno mettersi attorno al tavolo. Per questo si auspica soccorra l’inclusività dell’appuntamento aquilano. Berlusconi ha infatti fortemente voluto la partecipazione del gruppo dei Cinque – Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa – e considerando che la Russia è giù inclusa tra gli Otto sarà rappresentato anche il cosiddetto gruppo Bric, e infine i membri del Major Economies Forum (Australia, Indonesia, Corea del sud e Danimarca), oltre a Paesi Bassi, Spagna e Turchia.
Si annunciano invece meno rosee le prospettive sul capitolo sanità-sicurezza alimentare-sviluppo. Nonostante la partecipazione di numerosi leader africani – compresa la presidenza di turno libica dell’Unione Africana – è difficile che gli stati impegnino risorse ingenti: la crisi non ha smesso di mordere sui bilanci. Se non altro sarà presentata ufficialmente la proposta del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, della cosiddetta “De-Tax”. Ossia, come ha detto di recente lo stesso inquilino di via XX Settembre, “l’esclusione di un pezzettino dell’imposta degli scambi o delle accise, per noi è l’Iva, affinché i proventi, attraverso i canali del volontariato, vengano destinati a paesi dove c’è povertà”.
Sul capitolo della crisi finanziaria, l’esecutivo punta a un comunicato finale che ribadisca l’impegno degli otto a lavorare a un sistema di principi e regole adatto a governare la finanza e l’economia mondiale. Global legal standard, lo ha definito sin dalla prima ora Giulio Tremonti, specificando che si tratta di un insieme di regole, soprattutto giuridiche, cui tutti dovranno attenersi e che non riguarda il solo settore finanziario. Dall’Aquila comunque, in tema di Global legal standard, non uscirà con tutta probabilità nessuna lista di norme internazionali; per questo ormai si è rimandato tutto al G20 di Pittsburgh. Tremonti sul tema ha portato avanti un paziente lavoro riconosciuto all’incontro di febbraio a Roma con i governatori delle Banche centrali, ancora più esplicitamente al vertice dei ministri delle Finanze tenutosi a Lecce il 13 giugno. In sede di G8, secondo la ricostruzione del Foglio, non è esclusa una sua diretta e quindi straordinaria partecipazione, visto che il summit vede in prima fila soltanto i capi di governo. Ma il protocollo – confermano dalla Farnesina – esclude tassativamente la presenza di ministri al tavolo: lui sarà nei paraggi, nel ruolo di supersherpa dell’Economia. Su questo dossier si vocifera di una forma di consultazione popolare legata al Global standard.
L’incontro saltato con Frattini. Ieri il ministro degli Esteri, Franco Frattini, avrebbe dovuto incontrare il premier per coordinare l’agenda Esteri del summit, in mano alla presidenza del Consiglio, ma il temporale su Roma ha impedito il ritorno di Berlusconi in aereo dall’Aquila. Sull’Iran, dice il ministro, ci sarà un redde rationem: “Ma ho deciso di fissare a settembre un G8 intermedio a New York per decidere che cosa fare”. L’obiettivo è “trovare il linguaggio comune su Teheran”. Sul dossier iraniano e oltre, tocca a Russia e America trovare un nuovo terreno comune. Ieri Obama, che lunedì sarà a Mosca, ha invitato la Russia a “rompere con il passato e con l’approccio da Guerra fredda”. Ma in queste ore i carri di Putin si esercitano, guarda caso, al confine con la Georgia.