I dolori dei franco-tedeschi cinquantenni

Il 2013 non è il 1963: grazie alla riunificazione e alla sua potente economia, la Germania si è emancipata; a causa della fine della Guerra fredda e della globalizzazione, la Francia ha scoperto di non essere una potenza mondiale. I rapporti di forza sono cambiati e il cosiddetto motore dell’Europa è in panne. François Hollande e Angela Merkel non sono Charles de Gaulle e Konrad Adenauer: ieri hanno discusso a lungo con gli studenti per iniziare a celebrare il cinquantennale del trattato dell’Eliseo.
12 AGO 20
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Il 2013 non è il 1963: grazie alla riunificazione e alla sua potente economia, la Germania si è emancipata; a causa della fine della Guerra fredda e della globalizzazione, la Francia ha scoperto di non essere una potenza mondiale. I rapporti di forza sono cambiati e il cosiddetto motore dell’Europa è in panne. François Hollande e Angela Merkel non sono Charles de Gaulle e Konrad Adenauer: ieri hanno discusso a lungo con gli studenti per iniziare a celebrare il cinquantennale del trattato dell’Eliseo. Nessuna apparente divergenza, ma le feste in corso a Berlino non riescono a nascondere il profondo malessere che da anni vive la coppia. Nicolas Sarkozy era stato costretto a un imbarazzante contorsionismo per entrare nel Merkozy. Hollande ha finto grandi scontri pubblici, salvo accodarsi alle politiche merkeliane. Il problema non sono le personalità dei due leader. La realtà è che Francia e Germania hanno due visioni inconciliabili del mondo, dell’economia e dell’Europa. In passato, alcuni grandi scontri erano stati fertili, come quello tra Mitterrand e Kohl sulla riunificazione della Germania, che portò alla nascita dell’euro. Oggi la retorica sull’amicizia franco-tedesca accompagna un battibecco infinito e sterile.
In politica estera, se Parigi è capace di belligeranza unilaterale, Berlino continua a essere pacifista: sull’intervento in Libia la Germania ha scelto un’astensione all’Onu, sul Mali ha chiesto una “soluzione politica” nonostante l’intervento militare francese. Sulla politica economica e monetaria, la Germania guarda al centesimo dei suoi contribuenti, mentre la Francia considera i denari pubblici come fossero soldi altrui. Come ha detto un diplomatico tedesco al Financial Times, francesi e tedeschi faticano a mettersi d’accordo perfino “su cosa servire a tavola: vino o birra”. L’impatto di questa discordia si è fatto sentire nella crisi della zona euro: l’Europa delle Patrie di De Gaulle, dietro cui si nasconde Hollande, ha impedito la visione federalista di Adenauer, oggi promossa da Merkel. Sul futuro dell’euro un grand bargain franco-tedesco ancora non c’è: nonostante i progressi cinquantennali della costruzione europea, sull’Europa Francia e Germania sono tornate al trattato dell’Eliseo.