Evangelizzazione e lotta culturale prima di tutto

L'attesa per una esplicitazione sul ruolo dei cattolici nella vita pubblica, in un momento smottamenti politici, era molta e la risposta è arrivata. A parlare è il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, dal forum delle associazioni cattoliche a Todi. "I fedeli laici sanno che è loro dovere  lavorare per il giusto ordine sociale, anzi è un debito di servizio che hanno verso il mondo in forza dell’antropologia illuminata dalla  fede e dalla ragione. E’ questo il motivo per cui non possono tacere".
12 AGO 20
Immagine di Evangelizzazione e lotta culturale prima di tutto
Non c'è nessun attentato alla laicità dello stato "intesa come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica", ma secondo Bagnasco "la dimensione religiosa rappresenta una dimensione incoercibile dell'essere e dell'agire dell'uomo: negarla o non riconoscerne la dimensione pubblica, significa creare una società violenta, chiusa e squilibrata a tutti i livelli, personale, interpersonale, civile". "La ricerca del bene comune, comporta tutte le dimensioni costitutive dell'uomo, quindi deve riconoscere anche la sua apertura a Dio, la sua dimensione religiosa", ha ribadito il presidente della Cei.
Nessun compromesso sui valori fondamentali "della vita, del matrimonio fra un uomo e una donna, della famiglia, della libertà religiosa ed educativa. Valori – ha ribadito Bagnasco – sui quali si impianta ed è garantito ogni altro valore declinato sul piano sociale e politiconon negoziabili. Sono valori che, per il contenuto loro proprio, difficilmente sopportano mediazioni per quanto volenterose, giacché, questi valori, non sono né quantificabili né parcellizzabili, pena trovarsi di fatto negati".
***
Per abbassare l'alto tasso di rumors sulla nascita di un eventuale partito dei cattolici, è intervenuto qualche giorno fa il capopolo di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, anche per smentire il ruolo da protagonista che qualche osservatore gli ha assegnato al convegno di Todi. "Il futuro può avere in serbo tante cose, ma non certo “un partito cattolico”, aveva detto. A Famiglia Cristiana Riccardi ha confidato: “Io non mi candido a niente”, anche perché all’orizzonte non c’è “nessuna balena bianca” né “alcuna strategia in questo senso”. Ma non è l'unico che ha escluso categoricamente la riesumazione della Dc in vista della conclusione della Seconda Repubblica. Paolo Rodari ha ricostruito le varie dichiarazioni che si sono susseguite all'interno della galassia cattolica, a partire dallo scorso agosto, dopo un intervento inusuale di Bagnasco su Radio anch’io. “I cattolici guardano al futuro senza nostalgia”, disse il presidente dei vescovi italiani indicando l’“area moderata” come il terreno più naturale della loro collocazione. Di qui si comprendono i continui riferimenti al Ppe degli organizzatori del convegno di Todi. “Da Casini a Formigoni”, non è semplicemente uno slogan, ma un ideale a cui chi guida la chiesa sa che occorrerà guardare. E i cattolici che all’area moderata di centrodestra non credono? “Resteranno indipendenti di sinistra, fuori sostanzialmente dal nuovo che sta per nascere”, ripetono coloro che a Todi vogliono essere in prima fila [continua a leggere]
***