Ecco quello che Confindustria chiede alla politica

"Siamo in un'emergenza economica e sociale". Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, lo ha detto presentando il documento programmatico 'Crescere si può, si deve' varato oggi dalla Giunta di viale dell'Astronomia. Si deve realizzare, ha aggiunto, "uno stato che sia amico di chi tutti i giorni si impegna a produrre benessere e occupazione" perchè "se il Paese non sarà capace di fare scelte forti, anche nei prossimi anni ci sarà una ripartenza che non supererà lo 0,5 per cento”. Leggi L'agenda Camusso per Bersani di Claudio Cerasa - Leggi Bersani: "Né un miliardario né un tecnico potranno risolvere la questione sociale"
12 AGO 20
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"Siamo in un'emergenza economica e sociale". Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, lo ha detto presentando il documento programmatico 'Crescere si può, si deve' varato oggi dalla Giunta di viale dell'Astronomia. Si deve realizzare, ha aggiunto, "uno stato che sia amico di chi tutti i giorni si impegna a produrre benessere e occupazione" perchè "se il Paese non sarà capace di fare scelte forti, anche nei prossimi anni ci sarà una ripartenza che non supererà lo 0,5 per cento”.

Nel documento programmatico si legge che è arrivato il momento di avviare "senza ritardo" un processo di riforme "sul quale ci aspettiamo che tutte le forze politiche prendano un impegno, perchè è ora di cambiare volto al Paese". Per Squnzi "siamo arrivati all'ultimo minuto per cambiare volto al Paese partendo dalle istituzioni del Paese. Abbiamo bisogno di un'Italia liberale e di uno Stato che lasci spazio a più concorrenza dei privati".
"Dobbiamo rendere più flessibile il mercato del lavoro – ha inoltre aggiunto il presidente di Confindustria - la riforma Fornero non è stata sufficiente per una vera liberalizzazione". "Riteniamo che il prossimo governo - ha aggiunto - debba arrivare a una formulazione più in linea con quanto è stato fatto nella maggior parte dei paesi europei".
Per Squinzi è necessaria “una terapia d’urto: è un imperativo categorico ma l'obiettivo è raggiungibile". Per il numero uno di via dell’Astronomia "se non si mette mano ad una svolta precisa ci sarà solo il declino e il futuro delle imprese e dei giovani sarà davvero preoccupante”. Spazio poi ai dati. "Nella metà del 2013 il Pil – secondo Squinzi - vedrà un ulteriore abbassamento dell'1 per cento. Un Pil che dal 2007 ad oggi è calato dell'8 per cento”, cui vanno a sommarsi un tasso di disoccupazione ormai prossimo al 12 per cento e la disoccupazione giovanile, oggi intorno al 35 per cento”.
"Non siamo un partito – ha insistito Squinzi nel corso della presentazione del documento programmatico 'Crescere si puo', si deve' -, siamo per definizione un'associazione apartitica. Anche se ciascuno di noi è interessato come cittadino, come Confindustria non possiamo e non dobbiamo in nessun modo esprimerci". "Abbiamo fatto una proposta - ha aggiunto - che vale sia che vinca il centrodestra, sia che vinca il centrosinistra, che ci sia un'alleanza o che vinca Grillo. La nostra proposta rimane la stessa, crediamo in quello che abbiamo fatto, nei numeri che abbiamo individuato e nei provvedimenti che chiediamo", ha poi concluso.
Riferendosi poi alla scesa in campo di Gianpaolo Galli con il Pd e Alberto Bombassei con la lista Monti e richiesto di un parere su questi “autorevoli esponenti”, Squinzi ha detto che "autorevoli esponenti non è il termine esatto...forse del passato", "vi ricordo – ha aggiunto - che chi si candida si autosclude. Come prevede il nostro regolamento si dimissiona e comunque si esclude da qualunque partecipazione dall'attività del sistema".