Cav. tonante sull’Imu. Così Letta tenta di disinnescare la mina

Dopo l’intervento politicamente destabilizzante del ministero dell’Economia di due giorni fa, ieri a pronunciarsi sul dossier Imu sono stati un Enrico Letta mediatore e un Silvio Berlusconi tonante. Il responsabile di Via XX Settembre, Fabrizio Saccomanni, 48 ore fa aveva reso noto un rapporto con 9 possibili strade per modificare l’imposizione sugli immobili, con annesse esplicite controindicazioni rispetto all’ipotesi di una totale cancellazione dell’Imu sulla prima casa. Le preferenze del ministro sono per l’“introduzione di una Service tax” o la “derubricazione della revisione dell’Imu relativa all’abitazione principale a un problema di finanza locale”.
12 AGO 20
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Dopo l’intervento politicamente destabilizzante del ministero dell’Economia di due giorni fa, ieri a pronunciarsi sul dossier Imu sono stati un Enrico Letta mediatore e un Silvio Berlusconi tonante. Il responsabile di Via XX Settembre, Fabrizio Saccomanni, 48 ore fa aveva reso noto un rapporto con 9 possibili strade per modificare l’imposizione sugli immobili, con annesse esplicite controindicazioni rispetto all’ipotesi di una totale cancellazione dell’Imu sulla prima casa. Le preferenze del ministro sono per l’“introduzione di una Service tax” o la “derubricazione della revisione dell’Imu relativa all’abitazione principale a un problema di finanza locale”. Ieri mattina, dopo le reazioni perlopiù stizzite dei vertici del Pdl (che chiedono l’abolizione tout court dell’Imu sulla prima casa) e quelle perlopiù giubilanti dei vertici del Pd (che vorrebbero mantenere un’imposta più “progressiva”), ha parlato Letta: “Siamo abituati a navigare tra i marosi – ha detto – ma questa nave è più solida di quello che i suoi detrattori pensano”. Il presidente del Consiglio ha aggiunto fiducioso: “Ci sono sul tavolo questioni delicate e importanti che troveranno il loro punto di sintesi quando presenteremo in Parlamento le soluzioni rispetto ai problemi che sono in scadenza”.
Non solo parole: falliti finora i tentativi di mediazione all’interno della cosiddetta “cabina di regia” che nelle scorse settimane ha visto riuniti il ministro Saccomanni, Matteo Colaninno (Pd), Renato Brunetta (Pdl) e Linda Lanzillotta (Scelta civica), Letta infatti sa già che una squadra più ampia di “pontieri” si è attivata per scongiurare che l’attività di governo si areni sull’agenda di politica economica. “Non vedo l’oggetto del contendere, tutti abbiamo sostenuto e sosteniamo che l’Imu così com’è va cambiata e quindi mi pare che la polemica sia artificiosa”, ha detto Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia in quota Pd. Perfino il ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, certo non nuovo a uscite pubbliche urticanti, ieri smorzava i toni: “Il ministro Saccomanni ha presentato delle ipotesi sull’Imu, ma il governo farà la propria proposta entro il 31 agosto”. Anche Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, si è attivato in tal senso. Sul fronte del centrodestra, Renato Schifani ha dichiarato: “Prendiamo atto dei toni costruttivi del presidente Letta”. Poi si è detto “certo” che entro la fine del mese una soluzione “sarà definita”. Anche Luigi Casero, viceministro dell’Economia in quota Pdl, rientrerebbe nel gruppo dei “dialoganti”.
Passate nemmeno tre ore dalle dichiarazioni di Letta, però, è intervenuto direttamente il Cav. per chiarire che il margine di trattativa non potrà comunque derogare agli impegni che il Pdl ha preso con gli elettori: “Non verremo mai meno al nostro impegno sull’Imu”, ha detto Berlusconi, secondo il quale “liberare adesso 4 miliardi (cioè il gettito teorico dell’Imu sulla prima casa, ndr) permette di aumentare il reddito disponibile delle famiglie che quindi, in un clima di rinnovata fiducia, saranno portate a spendere di più”. Impegno, quello per l’abolizione dell’imposta sull’abitazione principale, che è anche “alla base dell’accordo che ha portato alla formazione del governo di larghe intese”. Su cosa si possa intendere per “superamento” dell’Imu, come da discorso di insediamento di Letta, si discuterà fino a dopo Ferragosto. Mediazione sì, quindi, ma up to a point.