Antimodernité française
Nel governo francese si passa da una faida all’altra, da un’emergenza all’altra, i media di sinistra non sanno più cosa raccontare, si rifugiano nelle domande retoriche: riuscirà il presidente Hollande a uscire da questa crisi? Il presidente ce la fa, lo spettacolo non è sempre grandioso, ma intanto a Parigi la tendenza soap opera, rilanciata dal sarkozismo, conosce nuove vette: in questi giorni i protagonisti del duello sono il ministro dell’Interno, il solito attaccabrighe Manuel Valls, e Cécile Duflot, ministro dell’Egalité des Territoires et du Logement, per via delle frasi del primo sui rom (frasi infelici, un po’ ritrattate).
12 AGO 20

Nel governo francese si passa da una faida all’altra, da un’emergenza all’altra, i media di sinistra non sanno più cosa raccontare, si rifugiano nelle domande retoriche: riuscirà il presidente Hollande a uscire da questa crisi? Il presidente ce la fa, lo spettacolo non è sempre grandioso, ma intanto a Parigi la tendenza soap opera, rilanciata dal sarkozismo, conosce nuove vette: in questi giorni i protagonisti del duello sono il ministro dell’Interno, il solito attaccabrighe Manuel Valls, e Cécile Duflot, ministro dell’Egalité des Territoires et du Logement, per via delle frasi del primo sui rom (frasi infelici, un po’ ritrattate). I due si sono scontrati duramente e a difendere la Duflot è arrivato il suo compagno, che su Twitter s’è messo ad attaccare il ministro dell’Interno con una certa veemenza. Ieri ha dato a Valls del razzista e poi ha dovuto chiudere l’account sul social media, non si sa se per sempre. I francesi si sono persi nell’ironia e poi, per distrarsi ulteriormente, si sono fatti ammaliare dalla Lagarde, capa francese del Fondo monetario internazionale (tagliatele i capelli!) che ha fatto una bella ramanzina agli americani al terzo giorno di shutdown.
Non c’è niente di meglio che crogiolarsi nell’idea che le crisi degli altri siano peggiori delle nostre, e i francesi che hanno il sospetto di essere quelli ingiustamente messi dietro alla lavagna devono provare un particolare sollievo. Così si lasciano inguaiare ancora di più, e con quel che accade in Francia in queste settimane è difficile pensare a una ripresa in arrivo. La Cgil francese, la Cgt, ha chiesto e ottenuto che un tribunale impedisse alla catena della grande distribuzione Monoprix di stare aperta oltre le 9 di sera. La Cgt è scatenata contro tutte le aperture di notte e di domenica, i commercianti si ribellano (i consumatori non si capacitano, nemmeno quelli delle grandi città italiane a dire il vero), i posti di lavoro traballano, le mille luci di Parigi sembrano vacillare, ma il governo non ne vuole sapere.
La disoccupazione ha raggiunto cifre record (la diminuzione registrata la settimana scorsa, quella per cui avete visto l’unico sorriso di Hollande dell’anno, era un abbaglio statistico), ma le 35 ore restano intoccabili, e tutte le misure (poche) introdotte da Sarkozy per la flessibilità sul lavoro sono state sospese. Poi i giornali chiedono se Hollande ce la farà, ma la domanda è se ce la faranno i francesi.