Un Monti a vocazione maggioritaria
Mario Monti ha tenuto la sua prima conferenza stampa da leader politico presentandosi da solo, per segnalare che sono i partiti centristi ad aderire alla sua “agenda” e non viceversa. Da novizio della politica, mentre fonda una coalizione, nega di aver mai pensato a fondare un partito, di considerarsi un uomo della provvidenza, ma insiste nel sostenere che il suo governo ha evitato all’Italia la sorte della Grecia. La prima mossa è azzeccata, come l’annuncio di voler imporre standard e requisiti “esigenti” per la selezione dei candidati.
11 AGO 20

Mario Monti ha tenuto la sua prima conferenza stampa da leader politico presentandosi da solo, per segnalare che sono i partiti centristi ad aderire alla sua “agenda” e non viceversa. Da novizio della politica, mentre fonda una coalizione, nega di aver mai pensato a fondare un partito, di considerarsi un uomo della provvidenza, ma insiste nel sostenere che il suo governo ha evitato all’Italia la sorte della Grecia. La prima mossa è azzeccata, come l’annuncio di voler imporre standard e requisiti “esigenti” per la selezione dei candidati. Lo schema proposto è quello del “Tutti per l’Italia” e punta a sottolineare lo sforzo di responsabilità necessario per rimettere in carreggiata il paese, uno schema inclusivo, almeno nelle intenzioni, che non nasconde l’ambizione di superare la condizione residuale delle formazioni centriste. Naturalmente imboccare la strada nel modo giusto non garantisce di arrivare al traguardo.
Il rischio che la risacca delle piccole ambizioni delle nomenclature centriste insabbi il carattere innovativo della proposta politica, che il richiamo della foresta della concertazione paralizzante annacqui la volontà di rottura delle croste corporative e consociative, non è certo scomparso dall’orizzonte.
L’approccio di Monti, la vocazione maggioritaria che rivendica, possono essere perseguite se la distinzione e la battaglia politica nei confronti dei competitori manterrà lo stile rimarcato da Monti nella conferenza stampa: si discute su chi ha le proposte migliori, sapendo che alla fine saranno necessari gli sforzi di tutti. E’ questo il senso del “Tutti per l’Italia”, se sarà interpretato senza faziosità darà, in ogni caso, un tono elevato al livello del confronto politico.
L’approccio di Monti, la vocazione maggioritaria che rivendica, possono essere perseguite se la distinzione e la battaglia politica nei confronti dei competitori manterrà lo stile rimarcato da Monti nella conferenza stampa: si discute su chi ha le proposte migliori, sapendo che alla fine saranno necessari gli sforzi di tutti. E’ questo il senso del “Tutti per l’Italia”, se sarà interpretato senza faziosità darà, in ogni caso, un tono elevato al livello del confronto politico.